
PERCORSO PROFESSIONALE
Piattaforma didattica
1° PARTE
Informazioni di base
Ogni operatore deve ricordare prima di tutto che il Rebirthing non è una terapia medica, né una psicoterapia, ma una tecnica naturale ed un percorso di crescita ed evoluzione personale.
Nelle sessioni e nei colloqui non si fanno diagnosi, né tantomeno si prescrivono farmaci.
Il compito di ogni “operatore del respiro” è semplicemente quello di accompagnare e aiutare ogni persona a riscoprire se stessa, per ritrovare benessere, consapevolezza e autenticità, ed io vi mostrerò come avviene questo straordinario processo di trasformazione.
Il Rebirthing è un metodo di autoguarigione naturale, basato su una particolare tecnica di respirazione.
Questa pratica, chiamata anche respirazione circolare, aiuta ad entrare in contatto con le tensioni psicofisiche somatizzate nell’arco della nostra vita.
Attraverso il respiro, le emozioni negative bloccate a livello inconscio riemergono e hanno la possibilità di sciogliersi, eliminando diversi disturbi psicosomatici di cui spesso sono la causa.
Il Rebirthing non è però solo una tecnica per la salute fisica ed emotiva, bensì un portale che ci permette di accedere a stati di coscienza “non ordinari” per entrare in contatto con la nostra essenza più profonda.
Il termine “Rebirthing”, che letteralmente significa “rinascita”, si riferisce al fatto che in alcuni casi, durante una seduta, possono affiorare ricordi o sensazioni legate alla propria nascita.
Tale nome ha in realtà una valenza ancor più significativa, in quanto, attraverso la sua pratica, si può realmente iniziare un percorso di crescita verso una vera e propria rinascita interiore.
Le origini del Rebirthing sono molto antiche.
La “respirazione senza pause” è stata utilizzata dai monaci buddisti per raggiungere esperienze mistiche e nel Taoismo come pratica di purificazione. Vi è inoltre una tecnica di “respiro continuo” negli esercizi di respirazione dello Yoga (Pranayama).
Nei primi anni ‘70, l’americano Leonard Orr, praticando la respirazione circolare immerso in una vasca di acqua calda, ebbe una profonda esperienza a livello fisico ed emozionale che interpretò come l’aver rivissuto il trauma della propria nascita. Egli intuì l’enorme potenziale terapeutico di questa tecnica e, dopo averne adattato le caratteristiche alla cultura occidentale, iniziò a praticarla in California sotto il nome di Rebirthing (appunto “rinascita”).
Inizialmente le sedute venivano eseguite immersi in vasche di acqua calda per ricreare l’ambiente intrauterino ma poi si scoprì che il fattore acqua non era essenziale e che la respirazione circolare dava ottimi risultati anche praticata a secco.
Ci si rese conto, inoltre, che solo poche persone rivivevano l’esperienza della propria nascita e che l’effetto principale del respiro circolare era quello di far riaffiorare e sciogliere i blocchi emozionali accumulati a livello inconscio.
Rimase però il termine Rebirthing ad indicare il profondo cambiamento che questa pratica poteva apportare alla vita di ogni persona a livello di benessere fisico, emotivo e nel percorso di crescita personale.
Dalla nascita del primo centro in California il Rebirthing ha cominciato a diffondersi in tutto il mondo, con molte scuole differenti.
Ogni approccio ha integrato alla respirazione circolare le proprie visioni e filosofie. La stessa tecnica di respirazione, pur mantenendo le sue caratteristiche principali, veniva effettuata con modalità e setting diversi.
Molte scuole decisero anche di non utilizzare il nome originale.
Questo continuo processo di trasformazione ha creato non poca confusione sul Rebirthing, come disciplina e pratica olistica.
Facciamo quindi un po’ di chiarezza sui termini e sulle scuole principali.
In ambito olistico, spesso si tendono a confondere i termini Rebirthing e respirazione circolare, con i nomi di tutte le diverse scuole. Per orientarci meglio, possiamo dire che:
La Respirazione circolare è la tecnica alla base del Rebirthing. Ogni scuola l’ha inserita in un approccio teorico diverso e spesso abbinata ad ulteriori pratiche per il benessere e la crescita personale. Viene anche chiamata respirazione consapevole o respirazione connessa.
Il Rebirthing è s tato il primo nome utilizzato dal fondatore del metodo, Leonard Orr. Attualmente il termine Rebirthing, in ambito olistico, è diventato un sinonimo di respirazione circolare.
[In questa piattaforma utilizzerò entrambi i termini per fare riferimento alla tecnica di respirazione. Parlerò invece
di Rebirthing Evolutivo per indicare, in specifico, il mio metodo di lavoro.]Rebirthing Breathwork è il termine utilizzato per indicare la scuola di Leonard Orr, il quale aggiunge alla respirazione circolare un approccio personale, nato dalle sue esperienze in India (sotto la guida del maestro
risvegliato Babaji di Hairakhan) e influenzato dai principi della New Age.Egli inserisce nel suo metodo ulteriori tecniche come le “affermazioni positive” e la “purificazione con gli elementi”.
Scuole successive
Loving relation ship training: Metodo ideato da Sondra Ray a fine anni ‘70, che utilizza la respirazione circolare per lavorare sulle relazioni affettive.
Vivation: Scuola fondata da Jim Leonard nei primi anni ‘80 che inizialmente prendeva il nome di Rebirthing Integrativo.
Respirazione Olotropica: Tecnica elaborata a fine anni ‘70 dal medico psichiatra Stanislav Grof, che ha dedicato la sua vita allo studio degli stati non ordinari di coscienza, attraverso la sperimentazione di sostanze
psicoattive a scopo terapeutico.Transformational Breath: Metodo elaborato da Judith Kravitz a fine anni ‘80 che nasce dalle sue precedenti esperienze con il Rebirthing di Leonard Orr.
Rebirthing Transpersonale: È la scuola in cui mi sono formato ed è stata creata negli anni ‘80, dallo psicologo milanese Filippo Falzoni Gallerani, uno dei primi ad introdurre il Rebirthing in Italia.
Profondo conoscitore della filosofia induista, ha passato innumerevoli periodi in India ad Hairakhan da Babaji il maestro risvegliato da cui si recò anche Leonard Orr) che gli disse personalmente di portare il Rebirthing nel nostro paese.
Filippo Falzoni sviluppò il suo metodo in linea con i principi della Psicologia Transpersonale e fondò l’ARAT (Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale).
Le scuole che vi ho citato, sono solo alcune di quelle che si sono poi sviluppate dal rebirthing originario.
Ho provato personalmente quasi tutti i metodi, ma ho scelto di non addentrarmi nella loro descrizione, né dare giudizi sull’uno o sull’altro, perché lo scopo di questo percorso è quello di portare la mia esperienza ed il mio personale approccio alla tecnica.
Ho voluto nominare le diverse scuole semplicemente per dare un’idea di come il Rebirthing si sia sviluppato nel tempo e continui a farlo con la nascita di nuovi approcci. Tutto ciò è naturale e avviene in ogni disciplina.
Quello che posso dire è che la mia formazione col dott. Falzoni è stata fondamentale e ha posto le basi di tutto il mio lavoro, ma ogni sessione che ho fatto, assistito da un operatore diverso, mi ha lasciato qualcosa.
Certamente, nei miei anni di ricerca, ho sentito certe modalità più vicine a me di altri e non sempre condivido le basi teoriche di alcune scuole, ma sono convinto che ogni singolo insegnante o fondatore abbia inserito nel suo metodo ciò che riteneva più utile, secondo la sua esperienza.
È importante ricordare che, nonostante oggi molte scuole pratichino la respirazione circolare con approcci a volte molto diversi, tutte basano il loro metodo, sull’enorme efficacia di questa tecnica e sulla sua capacità di liberare le emozioni negative trattenute.
Il respiro circolare è un dono dell’universo, uno strumento unico e potente, che tutti possiamo utilizzare per la nostra crescita e il nostro benessere.
Il Rebirthing Evolutivo è il metodo che ho elaborato dopo oltre 15 anni di ricerca nelle discipline olistiche.
Si tratta di un approccio integrato, che unisce la respirazione circolare agli insegnamenti di diversi metodi e filosofie, tra cui:
- Il counseling umanistico
- Le costellazioni familiari
- Le filosofie orientali
- Lo sciamanesimo
Ho riassunto ed elaborato i concetti, le teorie e le esperienze che sono state per me più utili e importanti, in una serie di strumenti pratici per aiutare le persone nel loro cammino di crescita personale.
Trovi tutti questi insegnamenti nella GUIDA ai
7 PASSI EVOLUITIVI
cliccando quiGrazie ad essi, il Rebirthing che propongo favorisce una vera e propria evoluzione a livello fisico, emotivo e relazionale, ed è appunto per questo che ho scelto il nome Rebirthing Evolutivo.
L’unione tra la respirazione e un percorso di crescita personale, rende il Rebirthing Evolutivo un metodo completo ed efficace per:
- ritrovare salute e benessere psicofisico;
- migliorare le proprie relazioni;
- diventare più consapevoli ed autentici;
- comunicare in modo efficace;
- migliorare i rapporti familiari;
- ritrovare gioia e serenità;
- scoprire i propri obiettivi di vita.
Il Rebirthing Evolutivo, grazie agli effetti della respirazione e agli insegnamenti ad essa integrati, può diventare anche un importante strumento di evoluzione spirituale.
Come vedremo nei capitoli successivi, il respiro circolare permette di accedere a stati meditativi profondi, in cui entriamo in contatto col nostro Sé più profondo.
Quando in una seduta si hanno queste profonde esperienze interiori è possibile:
- conoscere meglio sé stessi e il senso della vita;
- contattare l’amore universale che è dentro di noi;
- entrare in una nuova dimensione spirituale;
- trovare una profonda pace interiore.
Sebbene nessuno scritto possa eguagliare l’esperienza e la pratica personale, mi auguro che il mio lavoro possa essere da stimolo per la ricerca individuale, affinché ognuno possa trovare la giusta via e la giusta pratica, per la propria evoluzione.
2° PARTE
La tecnica del Rebirthing
Chi si accinge a praticare la respirazione circolare per la prima volta, intuisce subito l’enorme potere di questa tecnica.
Essa non è solo in grado di liberare emozioni negative e traumi bloccati a livello inconscio ma permette di far emergere quello di cui la persona ha effettivamente bisogno per il suo processo evolutivo.
Come ho già detto, le varie scuole di Rebirthing praticano la respirazione circolare cambiando alcune modalità. In tutti gli approcci però, le caratteristiche principali che determinano l’efficacia della tecnica, rimangono invariate.
Ora vedremo insieme le varie differenze e quella che, secondo la mia esperienza, è la modalità più semplice ed efficace di praticarla.
Una sessione individuale di Rebirthing, parte sempre con un colloquio iniziale, che è di fondamentale importanza.
È proprio in quel momento infatti, che un buon operatore pone le basi per una sessione efficace e profonda.
Il primo colloquio serve a preparare al meglio la persona, spiegando nel dettaglio tutte le reazioni fisiche ed emotive che potrebbe avere.
È fondamentale che tra operatore ed assistito si crei un rapporto di totale fiducia, affinché colui che respira possa abbandonarsi completamente alla nuova esperienza.
Il respiro circolare è una pratica semplice ed intuitiva.
Si tratta di una respirazione ampia e cosciente, senza pause tra inspirazione ed espirazione.
Il flusso del respiro è profondo, regolare ed il corpo completamente rilassato.
Il ritmo è continuo, dolce ma intenso e può variare nell’arco della seduta.
L’inspirazione è profonda, veloce ma rilassata, mentre l’espirazione avviene spontaneamente, con il naturale afflosciamento della gabbia toracica.
La tecnica è semplice ma deve essere praticata correttamente.
Ciò che può risultare “difficile” è riuscire ad accogliere nel giusto modo le reazioni del processo, per questo è bene affidarsi ad una persona esperta che abbia seguito un corso didattico specifico e con diversi anni di esperienza alle spalle.
La respirazione viene eseguita distesi su un letto o un materassino, con le braccia lungo i fianchi e senza incrociare le gambe.
Il corpo è completamente rilassato come se, dico sempre, dovessimo “galleggiare sull’acqua”.
Una volta in posizione, tenendo gli occhi chiusi, cominceremo a fare una respirazione che ha 4 caratteristiche principali:
1. respiro senza pause;
2. respiro solo con la bocca oppure solo con il naso;
NB: Queste sono le caratteristiche basi del respiro circolare e sono comuni a tutte le scuole.
3. respiro completo (dalla zona toracica all’addome);
4. inspirazione più lunga ed espirazione corta e abbandonata.
NB: Queste caratteristiche sono quelle che utilizzo nel Rebirthing Evolutivo. Possono variare da una scuola all’altra.
Respiro senza pause
È il fulcro di tutta la pratica, che per questo prende il nome di respirazione circolare. Il segreto della sua efficacia è proprio nella connessione tra inspiro ed espiro, togliendo quindi le pause.
Si respira solo con la bocca o solo con il naso.
Il respiro circolare può essere fatto con la bocca o con il naso.
Alcune scuole prediligono il primo modo, altre il secondo, in generale la modalità con la bocca è più diffusa ma entrambe sono efficaci.
Respirare circolare con la bocca è più potente e diretto.
Questo approccio dà reazioni fisiche più intense e smuove molto a livello emozionale. In rari casi, per alcune persone può rivelarsi troppo forte almeno nelle prime sedute.
Respirare circolare col naso è più dolce, scioglie le emozioni bloccate e le resistenze ma generalmente la seduta richiede più tempo.
In alcuni casi potrebbe essere necessario passare alla respirazione con la bocca.
Personalmente ho imparato a fidarmi dell’istinto e dell’esperienza e, nelle sessioni individuali, adatto la respirazione alla persona e alle sue esigenze.
In certi casi, per chi ha molte resistenze o paure, posso utilizzare la respirazione col naso ma se non ci sono particolari problemi, propongo principalmente la respirazione con la bocca.
I due modi si possono anche alternare. L’importante è mantenere un singolo canale per ogni singolo ciclo respiratorio, ossia:
Se inspiro con la bocca, espiro con la bocca
e se inspiro col naso, espiro col naso.
[Queste sono le due caratteristiche fondamentali del respiro circolare, comuni a tutte le scuole].
Il respiro è completo
Il respiro circolare del Rebirthing è completo, ed include sia la zona toracica che l’addome.
Nella sua pratica tutte le parti dei polmoni sono coinvolte. Tale respirazione elimina velocemente le scorie metaboliche e depura l’organismo.
Sebbene alcune scuole preferiscano concentrare l’inspirazione sull’addome, la maggior parte utilizza questo tipo di respirazione completa.
Il modo che suggerisco, per assicurarsi una respirazione circolare corretta è quello di partire dal petto, aprendo la gabbia toracica e fare un’ampia inspirazione.
In questo modo, senza doverci pensare, si apriranno torace ed addome e avremo un respiro intenso e profondo.
Ad alcuni risulta difficile espandere la propria respirazione, soprattutto nel caso di persone anziane, in sovrappeso o con disturbi particolari (come forte ansia, panico, ecc.).
Quello che dico spesso nelle sedute è di non giudicarsi, né fare paragoni. Se respiriamo al massimo delle nostre possibilità, anche in caso di una respirazione molto limitata, gli effetti del Rebirthing non si faranno attendere e ci aiuteranno, nel tempo, a ritrovare la nostra respirazione naturale.
L’inspirazione è più lunga e l’espirazione abbandonata
Nei vari approcci non sempre viene specificato questo particolare, ma avere un corretto rapporto di durata, tra inspiro ed espiro, aiuta a rendere la tecnica più efficace.
L’inspirazione è infatti più lunga e può durare da uno a oltre due secondi, mentre l’espirazione dura meno di un secondo ed è abbandonata come (faccio spesso questo esempio) “un cuscino che lasciamo cadere”.
Dopo un’ampia inspirazione quindi, l’espirazione non è mai trattenuta ma lasciata andare di colpo con il naturale afflosciarsi della gabbia toracica.
Il tutto senza contrarre i muscoli e rimanendo quindi rilassati.
NB: Queste ultime due caratteristiche sono quelle che utilizzo nel Rebirthing Evolutivo e possono variare da una scuola all’altra.
NB: La respirazione circolare non va utilizzata, durante le normali funzioni quotidiane. Nella vita di tutti i giorni, la respirazione migliore è quella “diaframmatica”, che ha effetti benefici sulla colonna vertebrale, sulla circolazione linfatica e sulla psiche. In essa, sono attive soprattutto le parti inferiori dei polmoni.
NB: Riguardo alla respirazione circolare attraverso la bocca, ci sono due accorgimenti che possono essere utili. Se durante la sua pratica si dovesse avvertire secchezza alla gola, per il flusso continuo dell’aria, è possibile mantenere la punta della lingua sul palato, oppure “aspirare e soffiare l’aria” come se respirassimo da una “cannuccia” o da un “tubo”.
Questo potrà attenuare tale sensazione che è comunque passeggera e va accolta come tutte le reazioni fisiche della seduta.
Il ritmo e la velocità della respirazione circolare possono variare da persona a persona, anche durante la seduta stessa.
Se si mantengono le 4 caratteristiche principali, ognuno può seguire il ritmo che gli viene più naturale, di volta in volta.
Logicamente la respirazione, soprattutto nella prima fase, deve essere fatta in modo intenso e continuato.
Compito dell’operatore è quello di aiutare chi respira a trovare il proprio ritmo ma con il tempo, ci sarà sempre meno bisogno del suo intervento.
Ricordiamoci che il Rebirthing è una pratica intuitiva ed istintiva, ed è fondamentale, per questo, imparare ad ascoltarsi.
Dopo aver seguito alcune migliaia di sessioni di respiro, in oltre 20 anni di attività professionale, continuo ancora a
meravigliarmi di quello che, semplicemente respirando, è possibile fare emergere in una persona e di come questa pratica così semplice, possa veramente cambiarle la vita.Per comprendere meglio perché la respirazione circolare sia effettivamente così efficace, possiamo riassumere
il rapporto tra emozioni e respiro in questi pochi passaggi:- Quando vivo un’emozione negativa la mia mente cerca di nasconderla e soffocarla, per proteggermi;
- In questo modo il vissuto emotivo non sparisce, ma si sedimenta a livello inconscio, energetico e cellulare. Da lì possono nascere somatizzazioni e patologie;
- Ogni volta che blocco un’emozione, senza accorgermene, irrigidisco il corpo e blocco anche il respiro che, nel tempo, diventa sempre più corto e limitato;
- Quando inizio a respirare in modo intenso, continuo e rilassato, non sblocco solo il respiro che torna fluido e naturale, ma libero anche le emozioni che avevo represso. Questo vale anche per traumi e ferite molto antiche, di cui non abbiamo un ricordo cosciente.
3° PARTE
Effetti fisici ed emotivi del Rebirthing
La posizione corretta per una seduta è quella supina, perché il corpo deve essere il più rilassato possibile.
Si possono mettere dei cuscini sotto le ginocchia in caso di mal di schiena. Per quanto riguarda la testa, consiglio
invece di respirare senza cuscini o comunque con il collo ben disteso.Durante la seduta è meglio evitare di muoversi troppo, di toccarsi il viso o tenersi le mani. Questo per permettere al corpo di rilassarsi completamente e non avere troppo controllo mentale.
Siamo comunque liberi di assecondare tutti i movimenti e gli aggiustamenti che vengono naturali.
Durante una sessione di Rebirthing, le emozioni negative bloccate sono portate ad un livello più consapevole e spinte ad emergere. Nonostante la mente opponga molte resistenze è frequente che una persona cominci a piangere all’improvviso o viva una sensazione di paura o rabbia che aveva soffocato.
A volte si è consapevoli della ferita che emerge, altre volte si piange senza sapere perché, ma in ogni caso, quello che conta è liberare le emozioni bloccate.
Possono emergere sofferenze del nostro presente ma anche ferite molto antiche, (ad esempio la perdita di un nonno, quando eravamo piccoli). Il respiro, nella sua saggezza, libera ciò che siamo pronti a lasciare andare.
La pratica del respiro circolare non è solo legata all’emergere di traumi e sofferenze.
Al contrario, spesso ci mette in contatto con il nostro mondo interiore più profondo e divino, riportandoci in connessione con l’amore, la gioia e una profonda pace dell’anima.
Così, può capitare di sentire nuovamente l’amore per una persona cara, per il proprio compagno o compagna, fino a sperimentare il vero e proprio amore universale incondizionato.
L’unica cosa che dobbiamo fare quando emerge un’emozione, sia essa positiva o negativa, è accoglierla e integrarla dentro di noi.
È attraverso quell’integrazione infatti, che avviene il cambiamento profondo e duraturo della persona.
Ormai è ampiamente riconosciuto che il feto, pur non avendo un IO strutturato, possiede un suo livello di consapevolezza e che non solo l’evento della nascita, ma anche tutti i mesi di vita intrauterina, sono di fondamentale importanza nel suo processo evolutivo.
Esiste un’ampia letteratura sulle conseguenze di determinati traumi vissuti durante il parto (uso del forcipe
o della ventosa, cordone ombelicale attorcigliato, taglio cesareo, ecc.) e, al di là delle associazioni che si possono fare tra il parto vissuto e le caratteristiche emotive della persona, è evidente che più l’evento della nascita è traumatico, più questo lascerà un segno a livello inconscio.Inoltre, se i mesi di gestazione sono vissuti dalla madre in maniera triste e infelice, se il bambino non era desiderato o se in quel periodo la madre subisce un trauma, quel vissuto emotivo viene trasmesso al bambino.
Il Rebirthing nasce come disciplina specifica per liberare il trauma della nascita, in quanto il suo fondatore ebbe nella sua prima sessione quel tipo di esperienza.
In realtà, i casi di persone che affermano espressamente di rivivere la propria nascita sono limitati, ma il respiro circolare agisce con una sua “saggezza universale”.
È importante sapere che non è possibile indirizzare una seduta verso quel trauma specifico e non è indispensabile sapere il tipo di parto che abbiamo vissuto.
Se quello di cui abbiamo bisogno è lavorare sulla nostra nascita, il respiro agirà su di essa, e quel vissuto emozionale potrà sciogliersi in modo naturale.
A volte emergono ferite antiche, a volte tensioni legate a fatti recenti, altre volte il respiro sceglie di farci
contattare emozioni positive perché è quello di cui abbiamo più bisogno in quel momento.La cosa importante è che, in caso di traumi che non siamo ancora pronti a vedere, il respiro procede con calma, lavorando sulle nostre resistenze e senza creare scompensi.
Logicamente il compito di colui che assiste nella seduta è quello di tranquillizzare ed aiutare a far accogliere ogni vissuto senza giudizio e aspettative.
Passiamo ora alla parte che spesso spaventa di più, nella pratica del Rebirthing, ossia le reazioni fisiche che possono emergere durante una seduta.
Oltre alle reazioni emotive, è frequente che, durante una sessione di respiro circolare, il corpo sperimenti sensazioni e reazioni di varia intensità, specialmente se le emozioni che vogliono emergere trovano molte resistenze e il respiro è particolarmente bloccato.
In questo caso, i blocchi emozionali si scaricano sul corpo con reazioni fisiche che non sono spiegabili solo attraverso la maggior ossigenazione ma fanno parte del processo di purificazione energetica ed emotiva.
I principali sintomi che emergono nelle prime sedute sono:
Vibrazioni
Ci sentiremo pervasi da vibrazioni in tutto il corpo.
È l’energia del respiro che passa attraverso i centri e i canali energetici, cominciando il suo lavoro di purificazione.
Formicolio
Le vibrazioni possono diventare un formicolio molto intenso, che prende principalmente mani e braccia ma può arrivare in tutto il corpo.
Il formicolio potrà essere più intenso in zone particolarmente infiammate o dove tendiamo a somatizzare.
Tetania
La tetania è l’effetto che più caratterizza le prime sedute di respiro e che spesso meraviglia o può intimorire chi non viene preparato adeguatamente.
Si tratta dell’irrigidimento di alcune parti del corpo che prende più frequentemente le mani, le braccia, il viso e in certi casi anche le gambe.
Questo fenomeno non deve spaventare perché è del tutto normale, fisiologico e passeggero.
La tetania fa parte del processo di purificazione in atto e va accolta come qualsiasi emozione che sta emergendo.
Fasi di apnea
Capita spesso che durante la seduta entriamo in una fase di rilassamento profondo e apnea, per poi riprendere il respiro autonomamente. Tutto ciò è del tutto naturale e non deve preoccupare.
In quel caso l’operatore che segue la sessione può anche svegliare dolcemente la persona e invitarla a riprendere il ciclo del respiro.
Altri sintomi che possono emergere, specialmente nella prima parte della seduta, sono un temporaneo giramento di testa e in certi casi una leggera nausea. Si tratta di reazioni che derivano dalle nostre resistenze
al processo di sblocco, ossia quando il respiro spinge certe emozioni bloccate ad emergere e noi le tratteniamo
inconsciamente.Anche in questo caso, se andiamo oltre le nostre paure di abbandonarci e continuiamo a respirare, questi sintomi spariranno per lasciare spazio ad uno stato di profondo rilassamento.
Il Rebirthing è spesso associato a queste prime reazioni fisiche che possono essere anche molto intense e in certi casi dolorose ma in realtà, chi pratica il respiro circolare, alla fine della seduta, sperimenta uno stato di benessere mai provato prima.
A volte si possono raggiungere stati di vera e propria estasi, che riguardano non soltanto il corpo ma anche la mente e l’anima.
Il respiro circolare è una delle pratiche più potenti a nostra disposizione per scogliere i blocchi emotivi e procedere nel proprio cammino di evoluzione interiore.
Esso ci porta davanti alle nostre ferite, le fa affiorare nel “qui ed ora”, affinché possiamo accogliere ciò che in passato abbiamo represso e nascosto per non sentire.
Quando le reazioni fisiche diventano più intense, significa solo che stiamo opponendo resistenza al processo di trasformazione, se ci abbandoniamo ad esso con fiducia, tutto si scioglie, la ferita comincia a guarire ed è lì che comincia il vero cambiamento.
“Il cambiamento
non è mai doloroso.
Solo la resistenza
al cambiamento lo è”.Buddha
Riguardo alle reazioni fisiche che emergono in una seduta di Rebirthing e al loro processo energetico e fisiologico, è assolutamente necessario fare chiarezza perché, sia in ambito medico ma spesso anche tra operatori olistici, non si ha una visione completa di tale processo.
Ciò che avviene in una seduta di respiro circolare, infatti, non è spiegabile solamente analizzandolo da un punto di vista fisiologico ma va compreso anche da un punto di vista emozionale ed energetico. Per questo il Rebirthing, nonostante la sua comprovata efficacia, a volte è ancora visto con diffidenza.
Se ci limitiamo ad una visione strettamente fisiologica, il fenomeno della tetania (contrazione muscolare) deriva dall’iperventilazione (aumento degli atti respiratori) che porta maggior ossigeno all’organismo ma, soprattutto, una notevole riduzione dell’anidride carbonica.
Questo causa a sua volta una diminuzione dell’acidità nel sangue (condizione che viene detta “alcalosi”) da cui deriva appunto la tetania.
Qui si ferma la visione fisiologica, che, comprensibilmente, considera questi stati dannosi o pericolosi. Per comprendere il processo del Rebirthing bisogna andare oltre il concetto che abbiamo di iperventilazione.
Una visione solamente scientifica non può spiegare infatti perché, durante una seduta, la tetania e ogni tipo di rigidità si sciolgono nel momento esatto in cui la persona si lascia andare alle proprie emozioni, ad esempio con un pianto liberatorio, perdonando qualcuno, accettando la rabbia o la paura che sono emerse.
È tutto qui il segreto. Nel contesto di una seduta di Rebirthing, dove il respiro è intenso ma anche rilassato e soprattutto consapevole, non c’è pericolo a respirare senza pause, anche per lungo tempo.
In questa pratica, la parola “iperventilazione” perde il significato negativo che le viene attribuito normalmente.
Nel Rebirthing una maggiore respirazione è la chiave per liberare i blocchi emozionali, e la tetania è solo una resistenza momentanea a tale processo.
Logicamente, affinché la tecnica sia efficace, deve essere svolta in un contesto appropriato, con la giusta assistenza e da una persona consapevole di ciò che sta facendo.
La prova diretta e inconfutabile sono le migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo che hanno provato in prima persona la respirazione circolare. Io stesso, in oltre 20 anni di attività professionale, ho avuto modo di sperimentarlo quotidianamente senza problemi di alcun tipo.
Ci sono rari casi in cui alcune persone, avendo avuto reazioni molto intense, sentono che il Rebirthing è una pratica troppo “forte” per loro. Questo è normale per ogni disciplina, ed io rispetto il sentire di ognuno ed esorto a trovare la propria strada per continuare il lavoro su di sé.
Capita sovente, che anche a distanza di molto tempo, una persona si senta pronta e torni, facendo una seduta positiva e scoprendo così, di aver superato le proprie paure.
Durante la mia attività professionale mi è capitato di ricevere persone che avevano avuto una brutta esperienza precedente con il Rebirthing.
Generalmente il problema è legato al fatto di non essere stati preparati in maniera adeguata (da qui l’importanza del colloquio iniziale), ma soprattutto di essersi sentiti lasciati soli durante la sessione.
Ciò può avvenire specialmente nei gruppi di respiro, se l’operatore ha troppe persone da seguire. Per questo è necessaria un’adeguata preparazione e formazione che renda, chi assiste nelle sedute, consapevole delle proprie
responsabilità e del proprio ruolo.
4° PARTE
Benefici del Rebirthing
Nel vasto panorama delle pratiche olistiche il respiro circolare del Rebirthing (qualunque sia la scuola, purché la tecnica sia eseguita correttamente) è uno dei metodi di auto guarigione più diretto, veloce ed efficace perchè lavora contemporaneamente su diversi livelli:
LIVELLO FISICO
A livello fisico i benefici sono innumerevoli. Dobbiamo ricordare che il respiro è il più importante strumento di purificazione a nostra disposizione, in quanto il 70% delle nostre tossine è eliminato proprio dalla respirazione.
Per questo, il Rebirthing depura l’organismo e rallenta i processi di degenerazione cellulare.
LIVELLO EMOZIONALE
A livello emozionale aiuta a “sciogliere” tensioni, stress, traumi e tutte quelle emozioni negative che abbiamo bloccato inconsciamente, spesso causa di disturbi psicosomatici.
Già dopo una sessione di respirazione si può sperimentare un profondo senso di benessere psicofisico e rilassamento.
LIVELLO ENERGETICO
A livello energetico il respiro circolare porta nuova energia al nostro sistema sottile e agisce sciogliendo i blocchi e ripristinando un corretto flusso energetico attraverso il corpo.
LIVELLO SPIRITUALE
A livello spirituale, attraverso la pratica del Rebirthing è possibile raggiungere stati di coscienza “non ordinaria” in cui entrare in contatto col nostro vero Sé, il Divino che è in noi.
Quando la mente si calma e siamo nel “qui ed ora”, possiamo sperimentare l’amore universale ed un profondo stato di pace interiore.
Spesso durante una seduta emergono intuizioni, messaggi e comprensioni importanti, che ci aiutano nel processo di trasformazione e cambiamento della nostra vita.
Il Rebirthing è un metodo naturale ed efficace per affrontare numerosi disturbi che affliggono ancora, gran parte della popolazione come:
- ansia
- attacchi di panico
- stati depressivi
- disturbi psicosomatici
Ansia e attacchi di panico, al giorno d’oggi, sono sicuramente uno dei disturbi più diffusi.
Con il termine “attacchi di panico” si intende una serie di reazione fisiche intense come tachicardia, formicolio o vampate di calore, che appaiono all’improvviso generando nella persona una grande paura.
L’ansia è invece una sensazione fisica costante di pesantezza sullo sterno, di mancanza d’aria, spesso accompagnata ad altri disturbi psicosomatici come insonnia, mente agitata, sudorazione, vampate di calore,
ecc.Il problema dei cosiddetti “attacchi di panico” è che generalmente partono all’improvviso, spesso in situazioni
difficili da gestire (come in macchina, in mezzo alla gente, ecc.) e soprattutto la persona non è consapevole di ciò che sta avvenendo ma al contrario ha la sensazione di perdere il controllo del proprio corpo.La prima reazione quindi è quella di cercare di controllare i sintomi ma più cerchiamo di resistere più le sensazioni fisiche aumentano e di conseguenza aumenta la paura.
La nostra visione di queste reazioni fisiche ed emotive è generalmente focalizzata solo sul sintomo, che viene considerato una patologia da “guarire”.
Attraverso la pratica del Rebirthing si comprende presto che l’ansia è, in realtà, un’emozione che vuole “uscire” ma che stiamo trattenendo e che allo stesso modo l’attacco di panico è il tentativo dell’organismo di liberare quell’emozione.
Si tratta quindi di un normale processo di “scarico emozionale”. Liberare le emozioni negative attraverso il respiro circolare è il metodo naturale più efficace e risolutivo a nostra disposizione.
Chi sperimenta questa tecnica, dopo un ciclo di sessioni, generalmente non soffre più di attacchi di panico, ma soprattutto, impara a gestire i sintomi fisici di uno scarico emotivo in maniera molto più tranquilla, rilassata e consapevole.
Un chiarimento sugli attacchi di panico
Spesso mi sono sentito dire, anche da operatori del settore, che il Rebirthing “induce” attacchi di panico e penso che questo punto meriti un chiarimento.
Il Rebirthing non genera attacchi di panico, al contrario rimuove la cause che li provocano.
Ansia e panico sono dovuti ad emozioni come rabbia, paura e sofferenza che stiamo soffocando.
Durante una seduta di respiro circolare, tali emozioni emergono, assieme ai fenomeni di tetania che abbiamo descritto ma questa volta la persona è preparata ad accoglierle e le vive in un ambiente protetto, con una guida che l’accompagna nel processo di liberazione.
Questo permette di vivere l’esperienza in maniera del tutto diversa e, una volta superata la normale paura iniziale, si ritroverà a sperimentare un profondo stato di pace e benessere.
Bisognerebbe cominciare a non utilizzare più il nome “attacco di panico” bensì la parola “scarico emozionale” perché è di questo che si tratta.
Spesso, chi inizia un percorso con il Rebirthing cambia radicalmente il suo modo di affrontare tali sensazioni, anche se emergono in un contesto quotidiano.
La cosa importante è che, attraverso il respiro, possiamo non solo risolvere queste problematiche, ma anche ritrovare in noi le risorse interiori per cambiare quegli aspetti della nostra vita, fonte di sofferenza, che spesso sono la causa stessa del problema.
Il compito di colui che assiste nelle sedute è semplicemente quello di accompagnare la persona in questo suo percorso di trasformazione.
Il corpo grida quello che non esprimiamo a parole, le emozioni e i desideri che soffochiamo invece di comunicare.
La malattia è un conflitto fra la personalità e il nostro Sè più intimo e profondo.
Tutte le somatizzazioni, di cui il corpo è capace, sono segnali importanti che ci indicano che stiamo sbagliando direzione di vita o abbiamo ancora una lezione da imparare.
Gli stati depressivi, in una visione olistica, sono rabbia non canalizzata e non espressa.
Quando non ci ascoltiamo per molto tempo, il nostro inconscio “spegne l’interruttore” e si chiude in una sua dimensione apatica per proteggersi dal mondo esterno ma, facendo questo, chiude anche il cuore e l’anima alle meraviglie della vita.
Si tratta di un campanello di allarme importante, che ci obbliga a riflettere sulle condizioni che ci hanno portato alla situazione attuale e sulla strada da percorrere per uscirne.
Per questo tipo di problematiche il Rebirthing Evolutivo può rivelarsi molto efficace, a patto che una persona sia pronta a mettersi in discussione e prendere in mano la propria vita.
In questi casi può essere necessario almeno un ciclo di circa una decina di sessioni per rompere le resistenze più profonde.
Il percorso di Rebirthing ha come obiettivo, non solo quello di ritrovare benessere fisico ed emozionale, ma anche di aiutare la persona a diventare più consapevole ed autentica con se stessa e a riprendere quel cammino di crescita ed evoluzione personale da cui si era allontanata.
La coppia è uno dei più grandi strumenti di trasformazione interiore.
Attraverso la nostra relazione possiamo crescere ed evolvere nel nostro cammino personale e spirituale, in quanto ognuno è il maestro dell’altro. Quando questo cammino diventa disequilibrato, non autentico o pieno di incomprensioni, la relazione di coppia può rivelarsi fonte di intense sofferenze.
In questi casi, la respirazione circolare si rivela un importante acceleratore del percorso di coppia, aiuta a fare emergere tutte le emozioni bloccate, a diventare più autentici con se stessi e il proprio compagno/a.
Il Rebirthing Evolutivo integra la respirazione con strumenti specifici di comunicazione efficace ed ascolto empatico (vedi la guida ai “7 passi evolutivi”) che possono aiutare la coppia a comunicare in maniera sana ed autentica.
In questo modo sarà più facile uscire dal giudizio ed esprimere al proprio partner tutte le emozioni, i bisogni e i desideri di cui, attraverso il respiro, diventiamo più consapevoli.
Il Rebirthing attiva un processo di trasformazione molto potente che spesso porta grandi cambiamenti nella nostra vita.
Liberando i blocchi emozionali infatti, non solo comprendiamo meglio i nostri obiettivi e desideri più profondi ma sentiamo una maggiore forza interiore ed energia, per poterli realizzare.
Si tratta quindi di un percorso di crescita personale che, a volte, include la parte “lavorativa” della nostra vita.
Molti disagi fisici o emotivi, nascono da un sentimento di frustrazione e insoddisfazione, legati al fatto che non riusciamo ad esprimere “noi stessi” in ciò che facciamo a livello professionale.
Mi è capitato diverse volte che, attraverso un ciclo di sedute, la persona abbia compreso che doveva cambiare lavoro, mansione, città o semplicemente trovare una nuova forma per liberare la propria energia creativa.
Quando si parla di dipendenze, si pensa sempre alle forme classiche che tutti conosciamo (alcool, droghe, gioco d’azzardo, ecc.) ma esistono tante altri modi di vivere intrappolati in schemi ripetitivi, azioni e comportamenti, da cui non riusciamo ad uscire.
Pensiamo al nostro rapporto con la tecnologia, a internet, ai nostri cellulari, al cibo non sano, allo shopping.
Ogni tipo di dipendenza, dalla più cronica e pericolosa a quella più leggera e apparentemente insignificante, nasconde un disagio e una carenza emotiva.
Nei casi di gravi dipendenze è già stato sperimentato che il respiro circolare, inserito in un contesto terapeutico appropriato, può essere molto utile, sia nella fase di disintossicazione che in quella successiva di reintegrazione sociale.
Per quanto riguarda invece le dipendenze più sottili, che ormai coinvolgono gran parte della popolazione (basti pensare all’uso degli smartphone negli adolescenti), se c’è nella persona un reale desiderio di cambiamento, il respiro circolare può aiutare a ritrovare quella forza necessaria a raggiungere uno stile di vita più sano e più “libero”.
Il grande pregio della respirazione circolare è che ha una sua forma di “saggezza” e si autoregola davanti alle persone e al loro stato emotivo.
Non c’è quindi il rischio di “respirare troppo”. Il respiro libera ciò che sei pronto a vedere dentro di te, niente di più.
Da un punto di vista fisiologico, anche con una respirazione intensa e continua, non è possibile immagazzinare più di una data percentuale di ossigeno.
Ciò che avviene durante una seduta è, più che altro, la diminuzione dell’anidride carbonica, ma quando questa scende sotto una certa soglia, l’emoglobina non rilascia più ossigeno, il che fa aumentare nuovamente l’anidride carbonica.
Vi è quindi una continua autoregolazione verso l’omeostasi.
Come ho detto precedentemente, questi dettagli sulla fisiologia del respiro spiegano ben poco di ciò che avviene realmente in una seduta di Rebirthing e della saggezza del respiro, nel processo di auto guarigione.
Noi “respiriamo” l’energia dell’universo che agisce donandoci ciò di cui abbiamo bisogno.
Ho seguito casi di persone che avevano subito un trauma importante nel loro passato ma non erano ancora pronte ad elaborarlo. Con loro, il respiro non è andato oltre a ciò che non erano in grado di vedere e sentire.
Quando è il momento giusto, la ferita emerge naturalmente e può sciogliersi nella consapevolezza.
Se si hanno sedute molto intense, fisicamente o emotivamente, significa che siamo pronti a lasciare andare quella sofferenza antica, per rinascere ad una nuova vita.
Una considerazione a parte, può essere fatta per le persone che soffrono di attacchi epilettici o hanno avuto episodi di tipo psicotico.
Stiamo parlando di casi rari, in cui ogni singola situazione va valutata bene, in collaborazione con i medici di riferimento e serve comunque un Rebirther professionista (operatore di Rebirthing), con molta esperienza alle spalle.
Tolti questi casi limite, non ci sono controindicazioni al respiro circolare ela tecnica può essere praticata da tutti, sia giovani che anziani.
Quando una donna è in “dolce attesa”, vive uno “stato di grazia”.
Se vi è il giusto livello di consapevolezza e tranquillità, una respirazione circolare molto dolce e rilassata, può far vivere un’esperienza profonda e benefica. A volte la mamma può sentire una connessione ancora più intima con l’anima del proprio bambino.
In questo caso la professionalità e la sensibilità del Rebirther è di fondamentale importanza per valutare se può essere il momento giusto per fare una sessione di Rebirthing e l’operatore deve comunque avere molta esperienza alle spalle.
Egli dovrà guardare il percorso che la persona ha fatto, il suo grado di consapevolezza, serenità e benessere.
La respirazione comunque non deve essere mai intensa e rigida ma al contrario molto dolce, fluida e adattata alle sensazioni che emergono.
NB: Se dovesse esserci anche il minimo dubbio da parte dell’operatore, allora è meglio aspettare di fare la sessione dopo la nascita del bambino.
5° PARTE
Come gestire la sessione di Rebirthing
Il termine Rebirther indica colui che assiste nella sessione di respiro circolare.
È indispensabile che chiunque voglia praticare questa professione abbia prima svolto un percorso di evoluzione personale, perché solo ciò che abbiamo realizzato in noi stessi può essere insegnato e trasmesso.
La relazione che si instaura tra chi respira e chi assiste è di fondamentale importanza.
Se manca un rapporto positivo, improntato su chiarezza e fiducia, difficilmente le sedute potranno avere l’esito desiderato.
Essere un Rebirther non significa soltanto controllare che la tecnica di respirazione sia eseguita correttamente, bensì accompagnare la persona nel proprio cammino di crescita e di “rinascita”.
Egli dovrà inoltre imparare quando intervenire durante la seduta e quando lasciare che la persona faccia il suo lavoro, senza interromperlo con interventi non necessari.
Quando scelgo di accompagnare qualcuno, in un percorso per diventare Rebirther professionista, la prima cosa che guardo è che egli abbia qualità come empatia, sensibilità, intuizione e un profondo senso umanitario.
Lavorare in questo campo comporta grandi responsabilità. L’operatore dove mostrare non solo professionalità e capacità tecniche, ma deve anche possedere un profondo senso di umiltà, ricordando che lui “non può guarire nessuno”, ma semplicemente “essere il tramite” attraverso il quale, la persona trova le risorse necessarie a raggiungere quell’equilibrio interiore che è alla base della salute fisica e psicologica.
Compito del Rebirther è quello di creare un setting adeguato, accogliente, comodo e pulito (anche energeticamente).
Il posto deve essere uno spazio ben areato, dove sia possibile fare penombra, mettere musiche o accompagnare con gli strumenti, durante la seduta.
Sentirsi a proprio agio nel luogo dove si respira, aiuta molto il processo della seduta. Ogni dettaglio deve essere studiato per aiutare la persona a lasciarsi andare e facilitare la catarsi.
Creare un ambiente buio
Il buio, nelle sessioni di respiro circolare, è un fattore che spesso non è considerato abbastanza.
Se nella prima parte della seduta è consigliato tenere una certa luminosità (mai troppo elevata), per mantenere sveglia la o le persone che respirano, nella seconda parte, è importante creare un setting di buio quasi totale.
L’oscurità toglie i punti di riferimento e ci porta più facilmente ad esplorare i nostri spazi interiori. Emozioni, visioni, intuizioni, emergono più facilmente, la mente ha meno controllo e abbandonarsi diventa più semplice e naturale.
Guarda inoltre i paragrafi precedenti:
- 2.2 – Preparazione alla seduta (Il colloquio iniziale)
- 3.1 – Posizione del corpo
I tempi di una seduta variano da persona a persona e dal tipo di respiro circolare che facciamo eseguire (con il naso o con la bocca; dolce o intenso, ecc.).
In ogni sessione possiamo distinguere 3 fasi, che si susseguono in maniera fluida e senza interruzioni:
- Respiro circolare: La parte in cui si respira senza pause, accompagnati da musiche e ritmi intensi.
- Catarsi: La fase in cui può avvenire uno sblocco emozionale e le eventuali reazioni fisiche cominciano a sciogliersi.
- Integrazione: Il rilassamento finale in cui integriamo ciò che abbiamo vissuto a livello fisico o emotivo.
Questo è l’intero processo, che si conclude quando tutte le reazioni e sensazioni sono terminate. Può durare da 50 minuti circa a ben oltre un’ora e non deve essere interrotto.
Per questo motivo, contando il colloquio iniziale e finale, un seduta di Rebirthing richiede almeno due ore.
Un percorso individuale con il Rebirthing è ancora più soggettivo perché dipende da diversi fattori, tipo la situazione emotiva della persona, le problematiche che presenta, i suoi obiettivi, ecc.
Sin dalla nascita della prima scuola, si è indicato il numero di 10 sedute come ciclo completo. Ogni situazione va comunque valutata individualmente ed è fondamentale sapersi ascoltare.
A volte consiglio di provare almeno un ciclo base di 4 – 5 sedute per poi decidere, ma in caso di disturbi importanti, come stati depressivi o forti somatizzazioni, possono essere necessari percorsi più lunghi e personalizzati.
Mi è anche capitato di far respirare persone che, già alla loro prima seduta, hanno ricevuto ciò che cercavano e altre che invece, hanno sentito il bisogno di sospendere il percorso per poi riprenderlo in un secondo tempo.
Come vedete non ci sono regole fisse ma indicazioni, in generale comunque, 10 sessioni rimangono un buon riferimento per un lavoro profondo ed efficace.
Ogni scuola di Rebirthing ha modalità diverse riguardo all’uso della musica durante le sedute. Alcune fanno eseguire la respirazione nel silenzio, altre utilizzano musiche dolci e basse in sottofondo e altre ancora, brani di forte intensità ritmica, a volume sostenuto.
Nel Rebirthing Evolutivo la musica e il lavoro con i suoni sono un elemento fondamentale per sostenere la persona durante la seduta e aiutarla a lasciarsi andare, sciogliere i propri blocchi e le emozioni trattenute.
La musica è stata la mia prima forma di espressione e ricerca interiore ed è per questo che nel mio metodo di lavoro, viene utilizzata a 360°.
Sin dalle più antiche tradizioni l’uomo ha usato il suono come strumento di accompagnamento nei processi di trasformazione e guarigione. Questo avviene anche nel Rebirthing Evolutivo e l’operatore (Rebirther) è parte attiva del lavoro coi suoni.
Si tratta di creare una vera e propria “cerimonia del respiro” dove, attraverso il suono, possiamo comunicare con le persone che stiamo seguendo.
Con le vibrazioni del canto e degli strumenti ancestrali possiamo trasmettere forza, coraggio, tranquillità, far sentire la nostra presenza e aiutare le persone ad aprire il loro cuore.
Questo tipo di accompagnamento avviene a tre livelli:
Brani Musicali
La musica è lo spazio in cui lavora il respiro.
Essa apre il cuore ed eleva lo spirito. Un buon operatore di Rebirthing ha una serie di musiche selezionate per le varie fasi della seduta e raccoglie continuamente nuovi brani per ampliare il suo repertorio.
Non è possibile fare una playlist fissa di musiche per tutta la seduta, perché ogni respirazione ha un suo andamento emotivo ed energetico. Il Rebirther conosce ogni brano uno ad uno, e sente quando è il momento di
cambiare e quale brano è adatto a quella precisa fase della sessione.All’inizio, le musiche sono generalmente molto ritmiche e tribali, perché devono dare energia al respiro e aiutare a staccare la mente.
Poi seguono musiche di catarsi, ossia brani che hanno un profondo impatto emotivo ed infine musiche di rilassamento e meditazione che facilitano il processo di integrazione.
È giusto che ogni operatore utilizzi la musica con cui risuona di più.
Suoni catartici
I brani musicali aprono il cuore ma arrivano a livello cerebrale. Esistono diversi strumenti sacri, i cui suoni sono vibrazioni che si trasmettono a livello cellulare su tutto il corpo.
In ogni parte del pianeta (dallo sciamanesimo dei nativi del nord e sud America, alle filosofie orientali di tutta l’Asia), l’uomo ha utilizzato strumenti come il tamburo, i sonagli, i gong e le campane tibetane per aiutare a raggiungere stati di coscienza “non ordinaria”.
Dopo anni di pratica e sperimentazione ho inserito l’utilizzo di tutti questi strumenti nelle mie sedute di Rebirthing, grazie ai quali ho notato:
1. maggior facilità a raggiungere stati meditativi profondi.
2. minor controllo mentale.
3. più tranquillità nelle fasi intense della seduta.
4. più apertura di cuore nella fasi di integrazione e rilassamento.
Grazie al lavoro coi suoni, le persone possono sentire il conforto e la sicurezza dalla nostra presenza, senza dover interrompere il loro “viaggio interiore” con parole o gesti.
A chi segue i miei corsi di Rebirthing Evolutivo per imparare ad assistere nelle sedute, suggerisco di trovare il proprio strumento e utilizzarlo regolarmente come parte integrante della respirazione.
Canti
La voce è il più antico “strumento musicale” che l’uomo abbia mai utilizzato. Dai canti dei nativi al canto moderno, attraverso la propria voce, l’uomo ha sempre cercato di elevarsi emotivamente e spiritualmente.
Esistono diverse tipologie di canto, che possono rivelarsi molto utili nell’accompagnare una sessione di respiro e non bisogna per forza essere intonati o dei “cantanti”.
Il canto che si associa al tamburo ad esempio, è un vocalizzo istintivo e naturale che porta nel “qui ed ora” e accompagna chi respira in un’altra “dimensione”, uno spazio interiore a contatto con il proprio Sé.
Esistono anche canti più strutturati, con parole come i mantra, che si possono usare nella fase finale della seduta. Ogni tipo di canto è un dono, una rivelazione che parla al nostro Spirito e occupa un posto di rilievo nel processo di trasformazione e auto guarigione.
NB: Logicamente l’utilizzo di queste forme di accompagnamento, nelle sedute di respiro, è a discrezione dell’operatore, al suo sentire e alla sua predisposizione.
Ognuno deve trovare la propria modalità senza snaturarsi o copiare quella di altri.
Benché, come abbiamo visto, nel Rebirthing Evolutivo la musica e i suoni giochino un ruolo fondamentale nell’accompagnamento delle sessioni, respirare nel silenzio è un’esperienza che ogni tanto propongo a chi desidera approfondire la conoscenza del Rebirthing.
Il silenzio permette di ascoltare pienamente il proprio respiro, che in questo caso deve essere molto rilassato e dolce e, per diverso tempo, eseguito attraverso il naso. In questo modo la seduta diventa una forma di meditazione attiva e un profondo esercizio di consapevolezza.
In generale, e per chi deve liberare molti blocchi, tensioni e stress, consiglio comunque la modalità più intensa, accompagnata da musiche.
La tecnica di respirazione circolare si esegue sempre distesi e con il corpo rilassato, perché in questo modo possiamo accogliere meglio le reazioni fisiche ed emotive, perdere il controllo e lasciarci andare.
Esistono tuttavia persone con forti resistenze al processo, che si manifestano con un “profondo sonno”.
Non si tratta di un bisogno fisiologico, ma una sorta di “fuga” che attuano inconsciamente per non sentire ciò che il respiro può far emergere.
In questi casi, può essere necessario far alzare la persona e farla respirare in piedi, col naso, in modo rilassato e circolare.
A questo punto la si fa camminare ad occhi chiusi, mantenendo il respiro connesso e logicamente guidandola da dietro, per non farle trovare ostacoli.
Respirare circolare in piedi, camminando ad occhi chiusi, costringe il nostro inconscio a rimanere sveglio e non “fuggire” davanti alle reazioni della seduta.
Una volta superate le resistenze del “sonno”, la persona si può distendere nuovamente e tornare a respirare supina.
Le sessioni di Rebirthing, siano esse individuali che di gruppo, generalmente si svolgono in ambienti chiusi, (studi privati o centri olistici) per ovvi motivi organizzativi.
Quando è possibile respirare all’aperto, in un bosco o un giardino con alberi e piante vicino, l’esperienza si trasforma ulteriormente, la natura offre il suo grande sostegno e porta la sua energia.
Consiglio di accompagnare la sessione con un tamburo o un sonaglio e, a chi lo desidera, fare indossare una benda sugli occhi. Sarà bello immergersi nell’energia degli elementi e sentirla fluire nel corpo.
Il respiro ci porta alle origini, a riscoprire la connessione con la natura che abbiamo perduto. Madre terra aiuta a sciogliere le nostre ferite, le accoglie e ci purifica.
6° PARTE
Approfondimenti per operatori
Come sappiamo il Rebirthing nasce in acqua, dopo l’esperienza catartica (dove rivisse il trauma della nascita) che Leonard Orr ebbe, sperimentando il respiro circolare nella sua vasca da bagno.
Quando fondò la sua prima scuola, le sessioni di respiro venivano inizialmente riproposte in acqua, per simulare l’ambiente uterino, poi ci si rese conto che la tecnica era altrettanto efficace “a secco” e si diffuse nel mondo principalmente in questa modalità.
Personalmente, ho provato la respirazione circolare in tutte le forme, a secco, in acqua fredda e calda, dentro una vasca, in piscina e nel lago.
Ogni modalità ha le sue caratteristiche e peculiarità:
ACQUA CALDA
La respirazione in acqua calda (leggermente sopra i 37 gradi) viene eseguita generalmente a pancia in giù, mentre il Rebirther (l’operatore di Rebirthing), sostiene dolcemente la persona, che respira attraverso un boccaglio da sub.
Può anche essere praticata, immersi a pancia in su nella propria vasca, respirando col naso. È un’esperienza dolce e profonda, che permette di abbandonarci e accogliere le nostre emozioni, sentendoci protetti.
ACQUA FREDDA
La respirazione in acqua fredda (di solito sui 18 – 20 gradi) può essere praticata in vasca, in piscina o anche in natura.
Questo tipo di sessione, inizia con un’immersione lenta e graduale, per finire generalmente con una fase di respirazione fuori dall’acqua. un’esperienza molto intensa, che aiuta a sciogliere rabbia e paure nascoste.
Respirare in acqua è un’esperienza bella e profonda, ma quando decisi di dedicarmi al Rebirthing come attività professionale, optai per utilizzare la respirazione a secco, perché più accessibile a tutti ma altrettanto valida ed efficace. Come sempre esorto ognuno a sperimentare e valutare di persona.
Nel Rebirthing Evolutivo propongo la tecnica di respirazione più semplice ma con quelle modalità e integrazioni, che nella mia esperienza, hanno portato i risultati migliori.
Abbiamo già parlato dell’importanza del colloquio iniziale per trasmettere alla persona serenità, fiducia e tranquillità nell’affrontare la sessione.
Alla fine della respirazione, il colloqui finale è altrettanto importante, ma ha caratteristiche diverse.
Si tratta di una condivisione in cui la persona può raccontare tutte le sensazioni e le emozioni che ha vissuto, senza sentirsi giudicato.
L’esperienza del Rebirther può essere molto utile a fargli comprendere che ciò che ha sentito è del tutto naturale e che va accolto senza tanti ragionamenti.
L’operatore deve altresì cercare di non interpretare troppo, ma lasciare il tempo alla persona di elaborare i messaggi ricevuti, cosa che a volte può richiedere anche più giorni.
Il colloquio finale è generalmente più corto di quello iniziale, per fare in modo che non si torni troppo ad un “livello mentale”.
Ogni situazione è comunque un caso a sé e se dovesse esserci la necessità, è possibile fare un colloquio ulteriore nei giorni successivi.
Gli stati “non ordinari” di coscienza sono uno spazio oltre la mente e le sue maschere, dove, pur rimanendo coscienti, possiamo lasciare andare ferite antiche e ritrovare l’amore universale di cui siamo fatti.
L’uomo ha sempre cercato di raggiungere questi gradi di consapevolezza, attraverso pratiche e cerimoniali (pensiamo alla meditazione o a certi rituali sciamanici).
Queste esperienze ci permettono di uscire dal controllo mentale e di accedere al divino che è dentro di noi. Non sono una fuga dalla realtà ma al contrario, un esplorare noi stessi dove emozioni, paure e traumi possono emergere per liberarsi definitivamente.
Per questo hanno una valenza altamente terapeutica e di profonda guarigione.
Tutti noi desideriamo guarire dalle malattie, ritrovare benessere e pace interiore, ma allo stesso tempo, abbiamo paura di perdere il controllo e di guardarci dentro.
Il Rebirthing richiede il coraggio di lasciare andare le nostre resistenze. Se riusciamo a fare questo “salto”, il respiro circolare diventa una forma di meditazione attiva che ci permette di fare anche esperienze altamente spirituali.
Questo avviene perché nelle sedute non si attiva un processo mentale, bensì di tipo transpersonale, cioè che va oltre la personalità.
Logicamente la seduta varia a secondo del livello di consapevolezza e della propria situazione di vita ma, per usare le parole di Filippo Falzoni (mio insegnante e fondatore del Rebirthing Transpersonale), quando siamo pronti a fare questo salto..
“…il nodo dell’io è tagliato,
ci si congiunge
con la natura profonda dell’essere,e una nuova nascita e una nuova vita
si dispiegano per noi”.
In tutte le pratiche che lavorano attraverso stati “non ordinari di coscienza” e quindi anche nel Rebirthing Evolutivo, intenzioni e aspettative hanno effetti opposti.
È molto importante capirne la differenza, per poter accedere a questi spazi interiori di trasformazione e guarigione, nel migliore dei modi.
INTENZIONI
Le intenzioni sono una direzione che la nostra anima indica, rivolgendosi ad un piano più elevato, con la consapevolezza che tutto ha un senso ed è inserito in un progetto universale più grande di noi.
Come avviene in vari rituali sciamanici, prima di una respirazione di gruppo, spesso faccio fermare un momento le persone, per ascoltarsi ed esprimere in poche parole una loro intenzione:
“Perché sono qui oggi?
Su cosa desidero lavorare?
Cosa voglio cambiare nel mio presente?”
Porsi queste domande serve a responsabilizzarsi e a prendere in mano la propria vita. Poi è importante lasciarsi andare e affidarsi al potere del respiro. Una sana intenzione è una direzione del cuore e dell’anima, senza aspettative su come il processo di trasformazione deve avvenire.
ASPETTATIVE
Le aspettative sono il concetto mentale di cosa speriamo che accada o pensiamo debba accadere. Quando ci aspettiamo di piangere o di avere visioni, di ricevere risposte o semplicemente di rivivere le belle sensazioni della seduta precedente, la mente frena il processo e possiamo rimanere delusi.
Quando invece ci affidiamo all’universo, senza avere aspettative, allora si aprono le porte di uno spazio infinito.
Anche giudicarsi, che è una forma di aspettativa mancata, rallenta il lavoro della seduta.
“Non ho respirato abbastanza”,
“Non mi sono lasciato andare”
“L’altra volta è andata meglio”
Sono tutte forme di sabotaggio che auto produciamo, con i nostri schemi mentali. Ogni seduta è perfetta così com’è. In poche parole, posso avere l’intenzione di sciogliere le mie ferite e trovare pace interiore, ma senza aspettarmi di piangere o rivivere quel determinato evento.
Semplicemente accolgo ciò che arriva durante la seduta, sapendo che sarà la cosa giusta per me.
È importante ricordare che le sedute di Rebirthing non possono essere indirizzate in alcun modo verso
un evento o un tema specifico, neanche il trauma della nascita.Tutto avviene spontaneamente, in linea con il nostro processo di evoluzione.
Per un Rebirther professionista, le sedute individuali sono una pratica essenziale.
È attraverso di esse che riceve i più grandi insegnamenti ed impara a gestire, di volta in volta, tutte le diverse situazioni.
Quando un operatore ha raggiunto una buon grado di esperienza a livello individuale, può passare a seguire i GRUPPI DI RESPIRO, incontri in cui si pratica la respirazione circolare in una forma intensa e profonda, accompagnati da un cerimoniale di musiche e suoni catartici.
La tecnica del respiro circolare, quando praticata in gruppo, se siamo seguiti nella giusta maniera, diventa ancora più intensa e trasformatrice, in quanto l’energia delle persone si unisce, amplificando la durata e l’effetto della respirazione.
Il compito dell’operatore è di comprendere se la persona è pronta a partecipare al gruppo o necessita, prima, un lavoro individuale. I gruppi di respiro richiedono infatti un grado minimo di autonomia, perché il Rebirther deve poter seguire tutti i partecipanti.
Se l’operatore è da solo, consiglio di lavorare con un numero ridotto di persone per garantire la giusta assistenza.
Le esperienze peggiori di Rebirthing sono vissute da chi, inserito in grandi gruppi, si è sentito lasciato solo e probabilmente non era pronto ad iniziare con quel tipo di esperienza.
In questo caso l’operatore ha una grande responsabilità e ci si affida alla sua onestà e professionalità.
Con le giuste condizioni, il gruppo diventa invece uno spazio protetto, dove si crea un senso di unione energetica ed emotiva che porta un valore aggiunto al potere del respiro.
Nel mio lavoro, mi sono sentito dire spesso frasi del tipo: “insegnami a respirare”.
In realtà tutti sappiamo già farlo, perché il respiro è la cosa più naturale e semplice che ci sia, la prima che impariamo nella nostra vita.
Ci dimentichiamo come respirare quando “perdiamo noi stessi”, quando non ci ascoltiamo o non comunichiamo, quando non seguiamo i nostri ritmi, i nostri desideri, accumulando ansia e stress.
Non è possibile “insegnare a respirare” a qualcuno, tramite la mente e le parole. Con il Rebirthing, possiamo invece aiutare le persone a riscoprire il proprio respiro, liberando quei blocchi che ci hanno allontanato da ciò che siamo realmente.
Quando questo avviene, il nostro respiro torna ad essere fluido, libero e naturale, come è sempre stato.
7° PARTE
Contenuti extra
LA RESPIRAZIONE GUIDATA INDUCE STATI PSICHEDELICI SENZA L’USO DI PSICADELICI
Uno studio recente pubblicato su PLOS ONE ha rivelato che la respirazione ad alta ventilazione combinata con la musica può indurre in modo affidabile stati alterati di coscienza profondi, simili a quelli provocati da sostanze psichedeliche.
La ricerca, condotta da Amy Amla Kartar e colleghi presso la Brighton and Sussex Medical School nel Regno Unito, rappresenta il primo studio di neuroimaging volto a mappare i cambiamenti neurobiologici che si verificano durante le sessioni di breathwork.
Lo studio ha esaminato 42 praticanti esperti di breathwork in tre diversi contesti sperimentali: 15 partecipanti online a casa, 8 in condizioni di laboratorio e 19 sottoposti a scansioni di risonanza magnetica.
Ogni partecipante ha eseguito da 20 a 30 minuti di respirazione ciclica continua accompagnata da musica, seguita da questionari dettagliati sull’esperienza entro 30 minuti dal completamento.
I CAMBIAMENTI NEURALI GUIDANO STATI SIMILI A QUELLI PSICHEDELICI
La ricerca ha scoperto modelli sorprendenti di cambiamenti nel flusso sanguigno in specifiche regioni cerebrali durante le sessioni di breathwork. Mentre la pratica causava una diminuzione diffusa del flusso sanguigno cerebrale a livello globale, i ricercatori hanno osservato aumenti mirati nell’amigdala destra e nell’ippocampo anteriore, aree coinvolte nell’elaborazione dei ricordi emotivi.
Questi cambiamenti localizzati correlavano direttamente con i resoconti dei partecipanti di esperienze emotive profonde.
Secondo lo studio pubblicato, il flusso sanguigno diminuiva significativamente anche nell’operculo sinistro e nell’insula posteriore, regioni cerebrali responsabili del monitoraggio degli stati corporei interni, compresa la respirazione.
Questa riduzione potrebbe spiegare come i praticanti raggiungano la disconnessione dalla normale consapevolezza corporea che caratterizza gli stati di coscienza alterata.
L’intensità di questi stati alterati era proporzionale all’attivazione simpatica cardiovascolare, indicata da una diminuzione della variabilità della frequenza cardiaca che suggerisce l’attivazione della risposta allo stress.
Tuttavia, questo stress fisiologico coincideva paradossalmente con esiti psicologici positivi, poiché i partecipanti hanno riferito costantemente una riduzione della paura e delle emozioni negative in tutte le sessioni sperimentali.
SCONFINATA VASTITÀ OCEANICA SENZA PSICHEDELICI
I partecipanti hanno sperimentato in modo affidabile ciò che i ricercatori definiscono “Oceanic Boundlessness” un concetto descritto per la prima volta da Sigmund Freud nel 1920 che racchiude sentimenti di unità spirituale, intuizione, beatitudine e auto-trascendenza.
Questo stesso fenomeno è considerato una caratteristica distintiva degli stati alterati indotti da sostanze psichedeliche come la psilocibina.
“La nostra ricerca è la prima a utilizzare la neuroimaging per mappare i cambiamenti neurofisiologici che si verificano durante il breathwork,” hanno dichiarato i ricercatori nella loro pubblicazione.
“Abbiamo scoperto che cambiamenti più profondi nel flusso sanguigno in aree cerebrali specifiche erano collegati a sensazioni più intense di unità, beatitudine e rilascio emotivo.”
L’autrice principale Amy Kartar ha descritto la ricerca come l’esplorazione di “un’area innovativa” dove “questo stile di respirazione rapida ha ricevuto pochissima attenzione scientifica” nonostante il riconoscimento aneddotico diffuso dei benefici del breathwork per la salute.
IMPLICAZIONI TERAPEUTICHE
Il principale investigatore, il dottor Alessandro Colasanti, ha sottolineato il potenziale clinico di questi risultati, affermando che “il breathwork è uno strumento potente ma naturale per la neuromodulazione, agendo attraverso la regolazione del metabolismo in tutto il corpo e il cervello”.
Ha osservato che la pratica “rappresenta una promessa straordinaria come intervento terapeutico trasformativo per condizioni che sono spesso sia angoscianti che invalidanti”.
La ricerca suggerisce che il breathwork ad alta ventilazione potrebbe costituire un’alternativa non farmacologica alle terapie assistite da psichedelici, offrendo potenzialmente benefici terapeutici simili senza le restrizioni legali ed etiche associate alle sostanze controllate.
Lo studio arriva mentre la ricerca sulle terapie psichedeliche incontra ostacoli normativi, inclusa la recente bocciatura da parte della FDA della terapia assistita da MDMA per il trattamento del PTSD.
Tuttavia, i ricercatori riconoscono la natura esplorativa del loro studio e richiedono campioni di dimensioni maggiori e gruppi di controllo per separare in future ricerche gli effetti della musica da quelli delle tecniche di respirazione
