
I 7 PASSI EVOLUTIVI
UNA GUIDA PRATICA PER LA TUA EVOLUZIONE
4° Passo
INTEGRAZIONE
Sanare il corpo e lo spirito attraverso le pratiche di purificazione
Il 4° passo evolutivo è l’INTEGRAZIONE ossia la purificazione del corpo e dello spirito attraverso le pratiche e il lavoro interiore.
INTEGRARE significa trasformare le nostre ferite in consapevolezza, comprensione e amore. Prima di vedere come integrare le nostre ferite dobbiamo però capire esattamente cos’è una ferita emotiva.
La FERITA EMOTIVA è la memoria energetica ed emozionale che raccoglie tutte le nostre esperienze dolorose consce e inconsce. Essa si crea nell’arco della nostra vita, in particolare nei primi anni d’età. La ferita emotiva si riattiva davanti a fatti e avvenimenti esterni generando in noi sofferenza e paura che a loro volta generano RABBIA.
Ogni sensazione di rabbia nasce da una ferita emotiva che è diversa in ognuno di noi perché ognuno ha esperienze diverse e per questo ogni persona sente più o meno fastidio davanti a determinati comportamenti.

Possiamo quindi dire che “tutto ci fa da specchio” e ci mostra il nostro mondo interiore e questo processo ci permette di lavorare su noi stessi. Ogni volta che un evento esterno ci provoca rabbia, ci sta mostrando una ferita emotiva che possiamo riconoscere e trasformare.

Per riconoscere e comprendere meglio le nostre FERITE EMOTIVE possiamo dividerle in tre gruppi principali: ferita di abbandono, di rifiuto e di ingiustizia
La ferita di ABBANDONO spesso viene confusa con la ferita di rifiuto ma è legata ad emozioni ed esperienze differenti. L’abbandono è una ferita sul piano dell’avere o del fare più che dell’essere. Ossia quando qualcuno si allontana da noi per un motivo o perché impossibilitato. La ferita di abbandono si crea nel lutto o nella malattia di un genitore, quando perdiamo una persona importante o questa si allontana per cause esterne. Spesso è legate a situazioni di mancanza, di povertà o troppo lavoro.
La ferita del RIFIUTO, per certi aspetti può essere molto profonda perché riguarda il piano dell’essere, ossia quando siamo rifiutati noi come persona (ad esempio un figlio non riconosciuto, un tradimento o la fine di una relazione in cui siamo lasciati). Questa ferita spesso genera un profondo senso di insicurezza e un bisogno di riconoscimento che condiziona fortemente le relazioni.
La ferita di INGIUSTIZIA nasce dalle esperienze in cui subiamo un comportamento aggressivo o violento, un’umiliazione (dove vengo sminuito o mortificato) e tutti quei comportamenti in cui vi è una mancanza di giustizia e non c’è riconoscimento o rispetto dei miei diritti e meriti.

Come posso riconoscere le mie ferite?
Lo schema precedente descrive le principali emozioni negative legate alle tre grandi ferite. Guarda se senti una (o più) di quelle emozioni, pensando ai seguenti aspetti della tua vita:
- L’immagine che hai di te stesso
- La tua famiglia
- Il rapporto che hai o hai avuto con la tua mamma
- Il rapporto che hai o hai avuto col tuo babbo
- Il rapporto di coppia che stai vivendo attualmente
- Le relazioni di coppia che hai avuto in passato
- Il tuo attuale lavoro o occupazione
- I lavori che hai svolto nella tua vita
- Le tue amicizie più importanti
Se c’è un’emozione negativa che ricorre più spesso, essa mostra la ferita emotiva che potresti avere ancora a livello inconscio. Ora vediamo le 3 vie per INTEGRARE tali emozioni negative.
Abbiamo detto che INTEGRARE le ferite emotive significa scioglierle e trasformarle in consapevolezza, comprensione e amore. Per fare questo processo di trasformazione esistono 3 VIE PRINCIPALI:
La 1° VIA è quella di RICONOSCERE ED ESPRIMERE le nostre emozioni negative con i 3 PASSI dell’IO (azione-emozione-richiesta) come abbiamo visto precedentemente.
La 2° VIA è quella di RICONOSCERE E OSSERVARE le emozioni negative senza esprimerle o agirle. Dovrò quindi riconoscere il mio fastidio, il mio sentirmi escluso o non rispettato e semplicemente starci dentro, senza fare niente. In questo modo accolgo le mie emozioni negative senza giudicarle o negarle per bruciarle con il fuoco della CONSAPEVOLEZZA. Questa è una delle pratiche spirituali più potenti di trasformazione. Se questa via ci risulta al momento ancora troppo difficile, utilizziamo la 1° VIA (I 3 PASSI dell’IO) o le pratiche di purificazione.
La 3° VIA è quella del lavoro interiore e delle PRATICHE DI PURIFICAZIONE che vedremo adesso.
Il termine “LAVORO INTERIORE” si riferisce a tutti i percorsi che possiamo fare per la nostra evoluzione, dalle terapie occidentali (psicoterapia, counseling, coaching, ecc.) alle varie pratiche olistiche (Rebirthing, costellazioni, pratiche sciamaniche, ecc.), incluse tutte le letture, i corsi e i seminari di crescita personale.
In un processo evolutivo, soprattutto all’inizio, queste attività possono essere molto importanti per uscire dai momenti di crisi, ma con il tempo, il lavoro interiore di tipo “psicologico” farà spazio ad una ricerca più ampia e spirituale e ad un certo punto del nostro cammino, sarà poi necessario inserire nella vita quotidiana, alcune PRATICHE DI PURIFICAZIONE.
Le PRATICHE DI PURIFICAZIONE sono tutte quelle tecniche che agiscono a livello fisico, energetico, emozionale e spirituale per il nostro benessere psicofisico e la nostra evoluzione. I loro effetti nel tempo ci trasformano profondamente ma logicamente la loro efficacia dipenderà anche dalla nostra costanza. Il lavoro con le pratiche non deve però essere troppo rigido o mentale, al contrario il più gioioso e naturale possibile.
Per orientarci meglio nella scelta di quali pratiche seguire possiamo dividerle in 4 gruppi fondamentali: le pratiche sul RESPIRO, le pratiche sul CORPO, sull’ALIMENTAZIONE e le pratiche di PRESENZA.

Nello schema che vedete, ogni gruppo di pratiche ha tre esempi che servono come riferimento. Vediamo ora un gruppo alla volta.
PRATICHE SUL RESPIRO
Il 1° gruppo delle pratiche di purificazione riguarda il RESPIRO, il soffio vitale che ci accompagna ogni giorno della vita, in quanto noi nasciamo e lasciamo il corpo con un respiro. Il respiro non è solo la funzione vitale più importante ma è connesso alla nostra anima e alle nostre emozioni in quanto è una porta di accesso a profondi stati meditativi e sblocchi emozionali. Vediamo ora alcune tecniche di respirazione che possiamo scegliere come pratica personale.
Questo percorso sui 7 PASSI EVOLUTIVI nasce dal REBIRTHING EVOLUTIVO che è la mia attività professionale da oltre vent’anni. Il REBIRTHING è una particolare tecnica di respirazione circolare che consiglio a tutti di provare perché è uno dei metodi più efficaci e potenti per sciogliere tensioni, traumi, emozioni negative, ecc.
Chi è interessato alle discipline orientali può in alternativa sperimentare il Pranayama che sono gli esercizi di controllo del respiro nello yoga.
Non dovete però pensare che le pratiche siano per forza un lavoro impegnativo e complesso, si possono trovare infatti anche tecniche molto semplici. Il “respiro consapevole” ad esempio può essere fatto anche solo con un ciclo di inspiri ed espiri mentre stiamo camminando o siamo in mezzo alla natura. Se respiriamo lentamente aprendo bene il diaframma e il torace, portando attenzione all’aria che entra e esce, sentiremo l’energia che fluisce nel corpo.
Se non avete mai lavorato sul vostro respiro potete partire da questo per poi sperimentare nuove tecniche. Oltre a quelle citate del Rebirthing e del pranayama ne esistono di vario tipo, tra cui il “metodo Wim Hof”, le “attivazioni bioenergetiche”, ecc. Per le tecniche più complesse, all’inizio è meglio affidarsi ad un professionista esperto, poi potremo diventare autonomi.
PRATICHE SUL CORPO
Il 2° gruppo delle pratiche di purificazione riguarda il CORPO. Il corpo è la nostra prima vera ed unica casa, è lo spazio fisico in cui dimora la nostra anima, il SÉ. Tenere il corpo pulito a livello fisico, energetico ed emozionale è necessario per accedere agli spazi più elevati di coscienza, per questo il secondo gruppo delle pratiche fondamentali riguarda proprio il nostro corpo fisico.
Anche in questo caso, non pensiate che ciò richieda ore e ore della giornata, le prime due indicazioni infatti parlano di attività fisica e contatto con la natura, per cui basterebbe fare regolarmente una camminata in un parco per completare la nostra pratica sul corpo. Il contatto con la natura è importante perché madre terra e i suoi elementi hanno un enorme effetto di purificazione sul corpo. Con il tempo potrete aumentare l’attività fisica e il tempo che passate in natura.
La terza indicazione del lavoro sul corpo, riguarda le PRATICHE OLISTICHE, ossia tutte quelle attività che aiutano a migliorare il nostro equilibrio fisico, energetico ed emozionale, dal Rebirthing alle Costellazioni familiari, dalle pratiche orientali (come la meditazione e lo yoga, ecc.) alle pratiche sciamaniche. Esistono innumerevoli tecniche che possono aiutarci nel nostro percorso evolutivo, alcune sono più dolci e rilassanti, altre molto intense e catartiche.
Il Rebirthing e le pratiche sciamaniche in particolare, possono portare a “stati di coscienza non ordinari” dove si hanno sblocchi emozionali, visioni, fino a vere e proprie esperienze mistiche. Chi desidera fare questo tipo di pratiche dovrà trovare quella più adatta a lui. Questa indicazione è comunque facoltativa e questi sono esempi, se ancora non avete la possibilità, il tempo o non vi sentite pronti, iniziate semplicemente con il movimento fisico e il contatto con la natura.
PRATICHE DI ALIMENTAZIONE
Il 3° gruppo delle pratiche di purificazione è quello sull’ALIMENTAZIONE. Noi siamo fatti di energia, le emozioni sono energia e l’energia ha una sua vibrazione. Un’emozione positiva ha una vibrazione elevata mentre un’emozione negativa ha una vibrazione bassa. Anche il cibo che ingeriamo ha una sua vibrazione che influisce sul nostro campo energetico. Un modo semplice per comprendere questo concetto è fare riferimento alla suddivisione dei cibi secondo la tradizione indiana.
In india infatti esistono tre categorie di alimenti: i cibi SATVICI che provengono dal mondo vegetale (frutta, verdura, cereali integrali, ecc.) e hanno una vibrazione molto alta, i cibi RAJASICI e TAMASICI che hanno una vibrazione media e bassa e sono i prodotti animali, i cibi industriali, gli zuccheri, ecc.
È chiaro che alimenti come frutta e verdura avendo vibrazioni più alte ci aiuteranno ad elevare il nostro stato energetico mentre i cibi con vibrazioni basse abbasseranno il livello energetico con effetti negativi a livello fisico ed emozionale. Ricordate inoltre che oggi l’inquinamento, gli allevamenti intensivi, l’usi di prodotti chimici e molto raffinati hanno ulteriormente abbassato lo stato vibrazionale del cibo per cui sarà necessario fare “periodi di purificazione”, ad esempio togliendo alcuni cibi di bassa vibrazione (come carne, zuccheri, glutine, latticini, alcool, ecc.) per un determinato periodo di tempo.
Sul tema dell’alimentazione troverete una miriadi di informazioni spesso discordanti. Inizialmente potete chiedere aiuto ad un esperto, ma ricordate che voi siete i responsabili del vostro cambiamento e dovrete imparare a sentire le vibrazioni del cibo, gli effetti degli alimenti sul vostro corpo ma anche a livello energetico ed emozionale. Più lavoriamo su noi stessi più aumenta la consapevolezza sul cibo e il desiderio di purificare la nostra alimentazione. Ci saranno molte “cadute” ma ricordatevi che anche cadere è un insegnamento. Iniziate con piccoli momenti di purificazione per poi portare la vostra alimentazione verso una “dieta sattvica” ossia con una vibrazione più elevata.
Uno altro strumento molto efficace che all’inizio non tutti riescono ad utilizzare è il DIGIUNO. Come ci insegnano i maestri spirituali, il digiuno è una delle pratiche più potenti in un percorso evolutivo. Anche in questo caso, almeno per le prime volte è meglio affidarsi ad un esperto per poi imparare a procedere autonomamente. Esistono tante forme di avvicinamento al digiuno vero e proprio che possono aiutare chi è alle prime armi, ad esempio si può sperimentare il digiuno intermittente o provare a fare brevi periodi assumendo solo centrifugati di frutta e verdura. Ognuno di noi dovrà trovare la strada giusta in sintonia con il proprio corpo e il proprio sentire.
Il 4° gruppo delle pratiche di purificazione è sulla PRESENZA ma queste le vedremo nel prossimo PASSO. Si tratta infatti di un argomento così importante che necessita una spiegazione più ampia e completa.
Lo SCIAMANESIMO è il “sistema di conoscenza, guarigione e spiritualità” più antico che l’umanità abbia mai conosciuto. Le prime pratiche sciamaniche risalgono ad almeno 30.000 anni fa, da allora lo sciamanesimo si è diffuso in tutto il mondo, dall’Asia alle Americhe, dall’Africa all’Australia.
I PRINCIPI dello sciamanesimo restano fondamentali per ogni percorso evolutivo perché sono i primi insegnamenti che l’uomo ha ricevuto attraverso la natura e madre terra. Questi insegnamenti possono essere riassunti in pochi punti:
Il 1° insegnamento è che MADRE TERRA È SACRA, la natura e i suoi elementi ci connettono col divino.
Il 2° insegnamento è che il DIVINO È DENTRO DI NOI. Non c’è separazione tra l’uomo e Dio, perché Dio è in ogni cosa.
Il 3° insegnamento è che noi SIAMO L’UNIONE DI MENTE, CORPO E SPIRITO. Lo sciamanesimo può essere considerato il primo approccio Olistico che l’uomo abbia mai sviluppato.
Il 4° insegnamento è che SIAMO TUTTI CONNESSI. Quando una persona sta male tutta la tribù è coinvolta, infatti ogni pratica sciamanica è un lavoro individuale e tempo di gruppo allo stesso.
STATI NON ORDINARI DI COSCIENZA
Con il termine “non ordinario” si intende uno stato di coscienza, dove l’uomo riesce a trascendere il proprio IO, andando oltre il controllo della mente. Attraverso questi stati è possibile avvicinarsi al SÉ che è la nostra “anima”.
Questo tipo di esperienze può portare sblocchi emozionali molto intensi, maggiore consapevolezza, apertura del cuore, fino a vere e proprie esperienze mistiche.
È importante capire che con il termine “non ordinario” non si intende “alterato” in senso negativo. Al contrario, mentre uno stato “alterato” (ad esempio per uso di droga o alcol) è una via di fuga da noi stessi e dai nostri problemi, uno stato “non ordinario” è un viaggio interiore consapevole per la guarigione del corpo e dell’anima.
Ma come possiamo sperimentare questi STATI NON ORDINARI di coscienza?
La via più diretta per sperimentare questi stati è attraverso le PRATICHE di purificazione. La respirazione circolare del REBIRTHING è una delle tecniche più dirette e potenti ma si possono anche usare la meditazione, la purificazione col cibo, le arti olistiche e molte pratiche sciamaniche tramandate dai nativi. Esistono tecniche dolci o tecniche molto intense, per cui chi desidera provare queste esperienze catartiche, dovrà trovare la forma più adatta a lui.
5° Passo
PRESENZA
Iniziare a vivere sempre più nel “Qui ed Ora” e nell’accettazione
Il 5° PASSO evolutivo è la PRESENA ossia iniziare a vivere sempre più nel “qui ed Ora” e nell’accettazione. In questo passo utilizzeremo gli insegnamenti delle filosofie orientali e le tecniche di meditazione.
La più grande PRIGIONE dell’uomo è il pensiero continuo della mente, ossia una voce interiore che parla senza sosta. Proprio questo nostro pensare, incessante, prolungato e ripetitivo, ci impedisce di essere presenti. Praticamente in ogni parte del mondo lo stato apparentemente normale della mente umana è la CONFUSIONE, questo stato della mente è ritenuto normale solo perché è condiviso da miliardi di individui. La voce della mente commenta giudica, confronta, si lamenta, programma, ecc. I pensieri della mente si riferiscono sempre al PASSATO e al FUTURO e si ripetono senza sosta. Il passato genera rimpianto, paura o nostalgia, Il futuro genera ansia e preoccupazione. In molte persone il flusso di pensieri è così intenso che crea una profonda sofferenza emotiva e può arrivare a vere e proprie malattie psicologiche.
Non vi sembra strana questa condizione umana? Com’è possibile vedere e sentire le cose con profondità e chiarezza se interiormente viviamo in questo stato di confusione?
Farci queste domande è il primo passo per muoverci verso lo stato di PRESENZA. La verità di cui pochi uomini si rendono conto è che questa voce nella testa, questo nostro pensare senza sosta è la causa principale dell’infelicità e dell’insoddisfazione umana. Quando cominciamo a renderci conto che non essere in grado di smettere di pensare è una sorta di malattia terribile anche se al mondo quasi tutti ne soffrono, ecco che allora possiamo iniziare il processo di cambiamento, dobbiamo però essere veramente stanchi di vivere così e voler trasformare la nostra vita.
Esistono infatti su questa terra esseri umani il cui stato naturale della mente è il SILENZIO. Uno spazio in cui percepiscono la pace e la gioia in ogni cosa, uno spazio che permette loro di pensare lucidamente, vedere con chiarezza e ascoltare con il cuore. Questa è la PRESENZA.
PRESENZA significa vivere nel “qui e ora” ed è lo stato dove il SÉ è risvegliato. È lo stato dei maestri illuminati. Questo stato non si può raggiungere con la mente attraverso lo studio o la logica. Solo con le pratiche possiamo portare gradualmente sempre più presenza nella nostra vita.
Ora vediamo le pratiche di presenza per controllare e diminuire quel pensare senza sosta che ci toglie energia generando ansia, insoddisfazione e sofferenza. Le pratiche di presenza associate a quelle sul respiro, sul corpo e sull’alimentazione saranno lo strumento chiave per continuare il nostro percorso evolutivo. Portare presenza nella nostra vita, significa aprirsi alla pace interiore, alla gioia e alla serenità.
Le pratiche ci aiuteranno a calmare la mente e risvegliare il SÉ ma per poter sfruttare il loro potere dobbiamo portare dei cambiamenti concreti nella vita quotidiana. È molto difficile lavorare sulla presenza se le nostre giornate sono vissute all’insegna dello stress, della fretta, piene all’inverosimile di impegni, incontri e attività varie.
Viene il momento in cui dobbiamo fare una scelta sulle cose che vogliamo seguire e quelle che vogliamo lasciare, perché lavorare sulla presenza richiede un ritmo di vita sostenibile. Per chi ha famiglia o lavori molto impegnativi inizialmente non sarà una cosa facile, ci possono volere anni per cambiare in maniera significativa il ritmo della nostra vita, ma se comprendiamo l’importanza di questo aspetto, con il tempo riusciremo a trovare il nostro equilibrio.
Prima delle pratiche vere e proprie, vediamo alcune indicazioni che provengono dalla filosofia ZEN (la forma giapponese del Buddhismo). Lo ZEN infatti ci dà insegnamenti molto precisi su come portare presenza nella nostra vita e possiamo riassumerli in pochi punti:

In queste semplici indicazioni, abbiamo tutto ciò che ci serve per prepararci alla presenza ma come potete immaginare, portarle nella vita di tutti i giorni, richiederà tempo e costanza.
PRATICA QUOTIDIANA 1
FARE UN’AZIONE CONSAPEVOLE: Focalizzarci totalmente per un breve momento su una singola azione che possiamo scegliere tra le nostre attività giornaliere. Ad esempio, lavarci i denti o le mani, vestirci o allacciarci le scarpe, lavare i piatti o rifare il letto e così via. Fare quell’azione con consapevolezza senza pensare ad altro e lasciando andare i pensieri quando vengono.
PRATICA QUOTIDIANA 2
CAMMINARE IN PRESENZA: Iniziate con pochi passi, quando andate dalla casa alla macchina, a fare la spesa, quando fate le scale o una passeggiata. Scegliete una piccola camminata che fate regolarmente e piano piano potrete aumentare la lunghezza del percorso. Fate ogni passo con consapevolezza lasciando andare ogni pensiero.
PRATICA QUOTIDIANA 3
RESPIRI CONSAPEVOLI: Fermatevi pochi secondi, in determinati momenti della giornata e portate l’attenzione al vostro respiro. Ad esempio tra una attività e l’altra, quando finiamo un lavoro, o prima di iniziarlo, in macchina quando arriviamo in un posto o prima di partire. Dobbiamo semplicemente sederci un attimo e portare attenzione all’aria che entra e esce osservando i micromovimenti della nostra pancia. Bastano pochi inspiri ed espiri il che richiede solo alcuni secondi. Osservate l’addome che si muove e seguitelo per due o tre inspiri ed espiri. Se giunge un pensiero, accoglietelo e tornate sul respiro. Questa pratica non deve togliere tempo alle vostre attività.
USO DEL CELLULARE
Se vogliamo portare presenza nella nostra vita diventa fondamentale riuscire a utilizzare internet, i social media e in particolare il nostro CELLULARE con equilibrio e moderazione. L’uso smisurato che quasi tutti fanno del cellulare e la continua connessione con il mondo virtuale portano un eccesso di informazioni e di energia alla nostra mente che è costantemente super stimolata. Questo ci allontana sempre di più dalla presenza e sta creando grossi problemi specialmente nelle nuove generazioni sia a livello psicologico che a livello evolutivo e spirituale. Iniziate col NON tenere il cellulare sempre a portata di mano, ad esempio, quando siete in casa lasciatelo in un’altra stanza. Cominciate a uscire qualche volta senza portarlo dietro o tenendolo in modalità aereo ma soprattutto, fate sempre più spesso periodi di detox tecnologico.
MEDITAZIONE
Anche se in realtà non c’è differenza tra la meditazione e le pratiche quotidiane perché entrambe portano presenza nella nostra vita, meditare è un’attività che nel nostro percorso diventerà sempre più importante.
A chi desidera provare, consiglio di iniziare con le forme più classiche di meditazione, ad esempio la Meditazione sul respiro, (chiamata Anapanasati che significa appunto “concentrazione sull’inspirazione e sull’espirazione”) oppure la meditazione Zazen che è la pratica alla base dello Zen e aiuta a fare il vuoto mentale lasciando andare ogni pensiero o la meditazione Vipassana che si basa sull’osservare le sensazioni del corpo. Queste sono 3 delle più antiche forme di meditazione ma ne esistono molti tipi diversi.
In ogni caso, che meditiate regolarmente o meno, le pratiche quotidiane di presenza vanno comunque fatte a prescindere. Sono quelle che fanno la differenza perché entrano lentamente nella nostra vita quotidiana e portano un cambiamento costante e profondo.
SILENZIO E PREGHIERA
Il silenzio e la preghiera (in qualunque forma) sono pratiche importanti in un percorso di risveglio. Li ho inseriti nelle pratiche di presenza perché il primo effetto è proprio quello di portare calma e presenza nella vita ma i loro benefici vanno ben oltre questo aspetto.
Piccoli momenti di ritiro spirituale ci connettono infatti con il divino che è dentro noi. Non importa che siate religiosi o meno, scegliete preghiere o brevi testi di maestri che vi risuonano particolarmente. La lettura di queste parole assieme a momenti di introspezione e silenzio possono aiutarvi ad aprire il cuore e la vostra anima. Anche questa pratica logicamente dovete sentirla, ma vi esorto a provare e osservare il cambiamento che può portare dentro di voi.
Dopo aver approfondito il significato della presenza e visto le varie pratiche che possiamo fare per portarla nella nostra vita, ora parleremo di un concetto altrettanto importante nel processo evolutivo che è quello dell’ACCETTAZIONE. Si tratta di uno stato interiore strettamente connesso allo stato di presenza. Possiamo dire che più viviamo nella presenza più siamo anche nell’accettazione e viceversa.
Il maestro Eckart Tolle definisce l’accettazione come “arrendersi a ciò che è”. Molte persone fanno fatica ad accettare queste parole perché confondono l’accettazione col SUBIRE o con un atteggiamento di EGOISMO, passività o apatia.
ACCETTAZIONE non significa sopportare passivamente le situazioni o non agire ma è la capacità di non opporsi al flusso della vita accettando incondizionatamente il momento presente.
Accettazione significa non fare resistenza a ciò che accade attraverso il giudizio mentale e la reazione emotiva anche quando le cose non vanno come noi vorremmo. Molti pensano che non reagire agli eventi sia impossibile ma questo è solo il pensiero dell’IO che vivendo nel passato o nel futuro è sempre in conflitto con il presente, quando esso non segue le sue aspettative.
Più questo stato di non accettazione e resistenza è intenso, più il nostro livello di sofferenza aumenta. Facciamo un esempio semplice, se rimaniamo bloccati con la macchina, non dobbiamo rassegnarci a rimanere fermi e neanche convincerci che “va tutto bene”, al contrario sarà importante riconoscere che vogliamo uscire da quella situazione e intraprendere un’azione precisa per farlo.
Il punto fondamentale sarà il nostro atteggiamento di accettazione verso la situazione che stiamo vivendo. Se facciamo resistenza a ciò che sta accadendo generiamo rabbia, disperazione, paura ecc. creando un forte senso di separazione tra noi e il mondo esterno che è la vera causa della nostra sofferenza.
Un altro fattore fondamentale è comprendere che quando un’azione viene da una persona che accetta il presente, questa sarà emotivamente pulita quindi molto più diretta, efficace e risolutiva mentre quando una persona re-agisce non accettando il presente, farà un’azione carica di emozioni negative che è molto meno efficiente e spesso crea ulteriori problemi. Questa è la differenza tra AGIRE e RE-AGIRE che sicuramente avrete sperimentato anche nella vostra vita.
NB: su questo argomento vi consiglio la lettura di Eckart Tolle che è uno dei maestri viventi i cui insegnamenti si basano proprio sulla presenza e sull’accettazione.
Concludo questo argomento citandovi una preghiera di Tommaso Moro a me molto cara che probabilmente conoscerete o avete sentito. Potete notare come queste parole siano un grande insegnamento sulla presenza e sull’accettazione e vi invito a ripeterle nei vostri momenti di pratica:
Signore,
dammi la forza di cambiare
le cose che posso cambiaree di accettare quelle
che non posso cambiaree dammi la saggezza
di riconoscere le une dalle altre.
6° Passo
PERDONO
Riconoscere le leggi universali e il senso profondo della vita
Il 6° PASSO evolutivo è quello del PERDONO, ossia riconoscere le leggi universali e il senso profondo della vita.
Portare il perdono nella propria vita non significa dare un’assoluzione a chi si è comportato male nelle nostre relazioni, né diventare giudici benevoli e clementi. Il vero significato del perdono è quello della COMPRENSIONE delle leggi spirituali dell’universo e del progetto divino che si realizza in ogni uomo. Per arrivare a questo livello di comprensione è necessario un percorso di evoluzione e consapevolezza. Possiamo distinguere due diversi tipi di perdono: il perdono emozionale e il perdono spirituale.
Il PERDONO EMOZIONALE è lo stato interiore che posso raggiungere quando riesco a sciogliere la rabbia che nasce dalla mia sofferenza ed è connesso ai primi 3 PASSI evolutivi (consapevolezza, autenticità e responsabilità). Dire: “ti perdono” a qualcuno se proviamo ancora rabbia nei suoi confronti è come mentire a noi stessi e prima o poi, tenderemo a scaricare tale rabbia su di lui o a somatizzarla sul corpo. Per arrivare al perdono emozionale la prima cosa da fare è riconoscere le nostre emozioni e comunicarle con i 3 PASSI dell’IO (azione, emozione e richiesta) che abbiamo visto in precedenza.
Il PERDONO SPIRITUALE invece è uno stato interiore più elevato che richiede la comprensione dei principi della REALTÀ SPECCHIO e delle 4 LEGGI SPIRITUALI che vedremo tra poco. La pratica necessaria è osservare le proprie emozioni e accoglierle senza giudizio. Riassumiamo quindi i due tipi di perdono:

I CAMPI MORFICI (detti anche morfogenetici) sono spazi energetici in cui vengono memorizzate le nostre esperienze. Una sorta di insiemi e sotto insiemi a cui siamo tutti connessi e collegati.
Come vediamo nelle immagini, prima abbiamo il campo morfico INDIVIDUALE che è l’inconscio individuale, cioè lo spazio energetico in cui sono memorizzate le nostre esperienze personali, le emozioni, i vissuti, ecc.

Poi abbiamo il campo morfico FAMILIARE, che è il cosiddetto inconscio sistemico ossia le memorie energetiche ed emozionali raccolte dai nostri antenati.

Infine, arriviamo al campo morfico COLLETTIVO (o inconscio collettivo) che è una sorta di immenso “contenitore psichico universale” che contiene tutte le memorie ancestrali che il genere umano ha accumulato nella sua storia. Possiamo quindi raffigurarli in questo modo:

NB: Esistono inoltre altri campi morfici come quello della nostra razza, della nostra nazione, del nostro territorio, oltre al campo morfico maschile e femminile.
I campi morfici o inconsci sono connessi tra loro e si influenzano a vicenda. L’inconscio collettivo influenza l’inconscio sistemico (o familiare) che a sua volta influenza l’inconscio individuale.
Allo stesso modo, il campo morfico individuale, può influenzare quello del nostro sistema familiare fino ad arrivare al campo morfico collettivo. Questo significa che a livello energetico siamo tutti connessi, e come noi assorbiamo le emozioni esterne che ci influenzano, le nostre emozioni influenzano il mondo esterno.
Quando un essere umano raggiunge il RISVEGLIO (o illuminazione), la vibrazione del singolo individuo diventa talmente alta che eleva il livello energetico e la consapevolezza di tutto il pianeta.
Per questo l’azione di ogni singolo individuo è molto più importante di quello che possiamo immaginare e non dobbiamo mai dubitare che un piccolo gruppo di persone possa cambiare il mondo, perché in fondo è così che è, ed è sempre stato.
La REALTÀ SPECCHIO è un concetto universale che ritroviamo in varie forme negli insegnamenti di tutti i grandi maestri spirituali. Essa afferma che:
il MONDO DI FUORI
rispecchia quello che ABBIAMO DENTRO
per cui nella vita
ATTIRIAMO CIÒ CHE SIAMO
A livello planetario la situazione esterna della terra, l’inquinamento, le guerre, la povertà, (ma anche l’amore, la fratellanza e la bellezza) rispecchiano il livello evolutivo degli uomini.
A livello individuale la realtà specchio rivela le nostre emozioni negative inconsce, e questo è il modo in cui l’universo ci aiuta e ci indica la via del risveglio.
Come funziona? Ogni giorno, proprio come se fossimo davanti ad uno specchio, gli avvenimenti esterni ci mostrano tutte le emozioni negative che non abbiamo ancora sciolto e trasformato nel nostro percorso evolutivo. Se ad esempio dentro di me ho emozioni come rabbia, paura o dolore, l’universo mi porterà eventi che attiveranno in me quelle ferite generando reazioni di giudizio, aggressività, gelosia, pretesa, odio, ecc. Se ho paura attirerò situazioni di paura, se ho rabbia attirerò confitti che attivano la mia rabbia.
Finché continuerò a giudicare, combattere e non accettare ciò che mi accade non potrò mai sciogliere quelle parti di me. Quando comincio a comprendere la realtà specchio e riconoscere la profonda verità di questo principio potrò utilizzarla per trasformare me stesso.
Cosa dobbiamo fare? Semplicemente osservare le emozioni negative che proviamo davanti agli eventi senza giudicare, aggredire, lamentarsi, pretendere, ecc. Attraverso questa totale accettazione e consapevolezza possiamo trasformare le nostre ferite e diventarne semplici testimoni.
Ricordate che utilizzare la REALTÀ SPECCHIO non significa subire un comportamento che non accettiamo, al contrario possiamo sempre dire di no o scegliere di uscire da una situazione negativa, la differenza starà nel fatto che riconosciamo il perché degli eventi e li accettiamo così come sono, con la consapevolezza che ci stanno facendo da specchio su una parte di noi che dobbiamo ancora trasformare.
Fino a quando “qualcosa” ci dà fastidio, significa che una parte di noi, è legata a quel “qualcosa” e quella ferita non è stata ancora completamente sciolta.
Con il tempo, le pratiche e il lavoro interiore ci trasformeranno e attireremo sempre meno eventi con cui andremo in reazione e vedremo che noi per primi, reagiremo di meno agli stessi eventi.
Ora parliamo di un concetto che riguarda il nostro campo morfico familiare perché è da lì che dobbiamo iniziare per trasformare noi stessi. Mi riferisco ai cosiddetti ORDINI DELL’AMORE che sono i principi su cui si basa il metodo delle costellazioni familiari. Si tratta semplicemente delle leggi che regolano il nostro sistema familiare o campo morfico sistemico. Quando non seguiamo tali leggi, la nostra famiglia ne è condizionata a livello energetico ed emozionale e questo porta sofferenza a tutti gli appartenenti.
Gli ORDINI DELL’AMORE sono 3: l’ordine di APPARTENENZA, di PRECEDENZA e ordine nel DARE E RICEVERE:
<1>
ORDINE DI APPARTENENZA
Chi entra in un sistema vi appartiene per sempre e non può essere escluso.
<2>
ORDINE DI PRECEDENZA
Ogni membro del sistema ha un ruolo diverso determinato dall’arrivo anagrafico.
<3>
ORDINE NEL DARE E RICEVERE
Chi viene prima dà, chi viene dopo riceve.
L’ordine di APPARTENENZA dice che chi entra in un sistema familiare vi appartiene per sempre e non può essere escluso (ad esempio, ex mogli o mariti, parenti che hanno commesso gravi azioni, decessi avvenuti durante eventi traumatici, aborti, ecc.). Logicamente stiamo parlando a livello energetico quindi facciamo riferimento sia alle persone in vita che a quelle non più in vita, oltre alle generazioni passate. Ogni anima deve essere riconosciuta e accolta, altrimenti tutto il sistema ne soffrirà
L’ordine di PRECEDENZA dice che ogni membro del sistema ha una posizione al suo interno, determinata dall’arrivo anagrafico. Chi arriva prima ha un ruolo diverso da chi arriva dopo e tali ruoli non si possono mettere sullo stesso livello. Ad esempio i figli devono fare i figli e i genitori devono fare i genitori. Un figlio quindi non deve assumersi le responsabilità e i problemi del genitore ma dovrà onorarlo e riconoscerlo per il suo ruolo. Allo stesso modo la coppia viene prima della paternità o della maternità.
L’ordine nel DARE E RICEVERE dice che chi viene PRIMA DÀ e chi viene DOPO RICEVE. Ricordate, i grandi danno e i piccoli ricevono. Quando quest’ordine è invertito e i figli piccoli sono messi sullo stesso piano dei genitori (ad esempio li coinvolgono nei loro problemi personali, di coppia, ecc.) tutto il sistema ne risente.
Questi ordini, se compresi realmente sono un grande messaggio d’amore che ci dice di non giudicare e non escludere nessuno. E come possiamo mettere in pratica questi insegnamenti nel mondo se non lo facciamo prima nella nostra famiglia?
Gli ordini dell’amore danno quindi chiare indicazioni ai figli e ai genitori:
Il compito dei GENITORI è quello di amare incondizionatamente i figli senza proiettare in loro i propri sogni o desideri.
Il compito dei FIGLI è quello di riconoscere e onorare i propri genitori anche quando il loro comportamento è stato causa di sofferenza, e non sono riusciti a farci sentire il loro amore, perché era coperto dalle loro ferite.
NB: Non potremo muoverci verso il risveglio se nutriamo ancora rabbia verso chi ci ha generato e non riconosciamo il loro sacrificio di anime che si sono incarnate per darci la possibilità di fare la nostra esperienza terrena. Se proviamo ancora rabbia per un genitore sarà necessario fare un lavoro interiore per liberarci di un tale peso. In questo caso vi consiglio di provare il respiro circolare del REBIRTHING perché è molto efficace per sciogliere questi nodi familiari, ma come vi ho sempre detto ognuno deve scegliere le tecniche o le terapie che sente più adatte a sé.
Concludo questo argomento con due rituali per aiutarvi a interiorizzare meglio gli ordini dell’amore. Si tratta delle benedizioni ai FIGLI e ai GENITORI.
Se desiderate fare questi rituali, vi consiglio di prendervi il tempo necessario in uno spazio adatto. Potete farli insieme, oppure in due momenti separati. Mettevi comodi, con il testo a portata di mano e se volete, una musica dolce in sottofondo.
Leggete la benedizione lentamente pensando ai vostri figli o ai vostri genitori. Fate attenzione alle parole e al loro significato. Potete anche riscrivere a mano il testo.
Come in ogni lavoro interiore e in ogni pratica, ascoltate le emozioni che emergono e le varie sensazioni sul corpo.
Se lo desiderate ed è possibile, alla fine del vostro rituale potete donare ai vostri figli o ai vostri genitori il foglio con la benedizione oppure custodirla.
Vi consiglio ogni tanto di rileggere queste due benedizioni perchè hanno un grande potere di trasformazione interiore.
Figlio mio,
voglio dirti una cosa importante.
Oggi sono qui per darti la mia benedizione.Io ti benedico!
È mio profondo desiderio
che tu possa esprimere la tua essenza.Non imitarmi,
non essermi fedele,
non seguire i mie errori
o i miei successi,
sii fedele a te stesso,
tu adesso sei LIBERO.Fa che la tua vita sia più grande
e piena della mia,
scopri chi sei,
io sarò sempre con te
in ogni sbaglio e in ogni successo.Il mio amore sarà con te, indipendentemente
dalle tue scelte e dalla mia approvazione.Permetti a te stesso di sbagliare
non avere paura di deludere, impara dagli errori,
gli sbagli sono importanti lezioni.Io ti amerò indipendentemente
dei tuoi fallimenti o trionfi.Amo te,
non quello che fai o non fai.
Accogli ciò che sei con amore e accettazione.Ti amo profondamente e sono fiducioso
che troverai la tua strada.Ti chiedo perdono dal profondo del cuore
per tutto quello che non ho potuto darti
e per le mie mancanze.TI AMO e ti dono la mia benedizione
affinché tu sia quello che desideri essereMamma, Babbo
mi inchino davanti a voi
con gratitudine infinita
per l’atto amorevole e divino
di avermi regalato la vita
e tutto quello che le appartiene.Con questo, avete compiuto il vostro compito
di essere genitore.Avrei desiderato
che tante cose fossero diverse
però adesso, dopo tutto quello che è stato
posso riconoscere il vostro amore
dal punto di vista divino
e ringraziarvi per lui,
anche quando ha fatto tanto male.Mi ha permesso di crescere
ed essere la persona che sono.Mamma, Babbo
mi inchino davanti a voi come vostro figlio.VOI siete i grandi ed IO il piccolo,
VOI date ed IO ricevo.Attraverso di voi e i vostri genitori
fluisce la divina energia vitale, verso e attraverso di me.Mamma, Babbo
vi onoro facendo qualcosa della mia vita
e oggi sono qui davanti a voi
per celebrare tutti i genitori e i nonni di questo mondo.Ci inchiniamo davanti al regalo
di tutti i regali,
la VITA
che fluisce attraverso di VOI
a NOI.Ora vediamo le 4 LEGGI spirituali che (assieme ai principi della realtà specchio) descrivono come opera l’universo attorno a noi. Questi principi non si possono capire con la mente ma solo accogliere nel cuore, sono insegnamenti che ritroviamo in varie forme, nei messaggi di tutti i maestri.
Ogni essere risvegliato, come Ramana Maharshi, Nisargadatta, Yogananda, Osho, Eckhart Tolle e naturalmente il Buddha e Gesù anche se con parole e percorsi diversi, ci ha insegnato ad accogliere il volere di Dio e a riconoscere il suo disegno anche quando non riusciamo a comprenderlo pienamente.
Utilizzare la realtà specchio e le 4 leggi spirituali, continuando il lavoro con le pratiche di purificazione, ci permetterà di superare i momenti difficili e trasformarli in occasione di crescita ed evoluzione.
Ora provate a leggerle e ascoltate le vostre reazioni. Sentite se percepite nel cuore la loro profonda verità o se provate resistenza o fastidio davanti ad una o più leggi. Vi consiglio ogni tanto di rileggerle, fino a quando non sentirete di averle interiorizzate completamente.
LE QUATTRO LEGGI SPIRITUALI
< 1 >
LA PERSONA CHE ARRIVA È LA PERSONA GIUSTANessuno entra nella nostra vita per caso, ogni persona viene per insegnarci qualcosa e farci evolvere.
< 2 >
CIÒ CHE ACCADE
È L’UNICA COSA CHE POTEVA ACCADEREAssolutamente nulla di quello che ci succede poteva avvenire in altro modo. Benché il nostro IO non voglia accettarlo, ogni evento della nostra vita è ciò che serviva per la nostra evoluzione.
< 3 >
OGNI COSA INIZIA AL MOMENTO GIUSTOTutto comincia nel momento indicato, né prima, né dopo. Quando siamo pronti per qualcosa di nuovo nelle nostre vite, è allora che avrà inizio.
< 4 >
QUANDO QUALCOSA FINISCE, FINISCECosì, semplicemente. Se qualcosa ha termine nella nostra vita, è sempre per la nostra crescita, per cui è importante saper cogliere l’insegnamento e andare avanti.
Non è un caso se stai leggendo.
Se questo testo arriva oggi nella tua vita, è perché sei pronto per capire che nessuna goccia di pioggia cade mai nel posto sbagliato.
Dopo il lavoro sulle leggi spirituali e la realtà specchio ora saremo in grado di comprendere meglio i 4 ELEMENTI DEL PERDONO SPIRITUALE:
1° ELEMENTO
Il perdono NON È UN’ASSOLUZIONE
Noi non siamo i bravi che assolvono chi si è comportato male. Uscite dalla dualità, non c’è un giusto o sbagliato non siamo migliori o peggiori.
Come Gesù disse “DIO perdonali perché non sanno quello che fanno” dobbiamo comprendere che ci sono solo anime più o meno addormentate, in un processo di evoluzione dove tutto ciò che accade è ciò che deve accadere nel progetto universale.
2° ELEMENTO
RICONOSCERE L’INSEGNAMENTO
In ogni situazione, ogni gesto o comportamento che subiamo, c’è sempre un insegnamento per la nostra anima che va riconosciuto anche quando non riusciamo a comprenderlo chiaramente. Questo insegnamento ci permetterà di fare un altro passo verso il risveglio.
3° ELEMENTO
RINGRAZIARE PER L’INSEGNAMENTO
Se riconosco che ogni evento è un insegnamento divino per la mia evoluzione allora sarò in grado di ringraziare Dio e l’universo per questo aiuto, ricordando che anche nei momenti più difficili di solitudine e sfiducia, Dio ci sorregge e ci accompagna con il suo amore infinito che è dentro di noi e di cui noi siamo parte
4° ELEMENTO
NON C’È NIENTE DA PERDONARE
Questa è la sintesi del perdono spirituale. Ognuno agisce a seconda del suo livello di risveglio e tutto ciò che avviene fa parte del progetto universale per la nostra evoluzione. Quando abbiamo raggiunto questa visione e comprensione capiamo che, alla fine non c’è nessun perdono, nessuna assoluzione e nessun giudizio da dare.
Tutto questo non ci impedisce di prendere decisioni e agire nel mondo. Possiamo fare il bene e contrastare il male senza giudicare e quindi senza dover perdonare nessuno. Riuscire a comprendere questo, significa essere nella via del risveglio.
Cosa avete provato leggendo queste parole?
Se avete sentito pace o serenità, può significare che li state interiorizzando, se vi hanno fatto sentire fastidio o tensione, può significare che ci sono ancora ferite emotive che devono essere sciolte, ma non dovete preoccuparvi, continuando il cammino con le vostre pratiche, arriverete alla comprensione di tutti gli elementi.
NB: Aver interiorizzato i 4 elementi del perdono non significa che d’ora in poi sarete in grado di perdonare automaticamente chiunque vi faccia del male. Provare rabbia e reagire temporaneamente saranno ancora meccanismi istintivi del nostro IO ma con il tempo vedremo diminuire sempre di più le nostre reazioni e la loro durata.
7° Passo
AMORE
Muoversi verso il risveglio e l’Amore incondizionato
Il 7° e ultimo PASSO evolutivo è quello dell’AMORE incondizionato. Questo passo rappresenta una meta, una direzione da seguire verso cui orientare il nostro cammino.
L’Amore incondizionato è lo stato di pace interiore, beatitudine e connessione con tutto l’universo, che si raggiunge con il risveglio del SÉ.
Le parole “risveglio” e “illuminazione” vengono usate per indicare quando un essere umano si distacca dal proprio IO e si riconnette col SÉ, che è la nostra vera natura divina. È lo stato dei santi e dei maestri di ogni filosofia o religione.
Il RISVEGLIO (o illuminazione) è il vero scopo
della vita di ogni uomo sulla terra.
Il RISVEGLIO inteso come Illuminazione è uno stato assoluto (ossia c’è o non c’è) ma per capire meglio cosa significa “risvegliarsi”, per adesso possiamo dire che più il nostro grado di RISVEGLIO è “alto” più ci avviciniamo all’amore incondizionato, più invece siamo “addormentati” (ossia attaccati al nostro IO) più viviamo nella rabbia e nella paura, nel giudizio e nell’attaccamento e questo porta sofferenza e insoddisfazione.
Vediamo ora alcuni concetti del Buddismo e dell’Induismo per comprendere meglio il “processo” di RISVEGLIO e la differenza tra IO e SÉ.
Il SÉ è l’INFINITO, l’UNIVERSO o quello che noi occidentali chiamiamo DIO.
Quando nasciamo, una “parte” di DIO (del SÉ) “entra” nel trinomio IO – CORPO – MENTE ed è come se si “addormentasse” all’interno.
Il SÉ è quindi DIO dentro di noi, ciò che eravamo prima di nascere e ciò che torneremo ad essere quando lasceremo il corpo.
L’IO è la nostra identità che si forma nei primi anni di vita ed è chiamato anche Ego. L’IO è l’insieme delle nostre emozioni, ricordi, traumi, paure, sogni e desideri che si accumulano nell’arco della vita.
Quando l’IO nasce, comincia a formare i concetti di “mio/tuo”, “giusto/sbagliato”, ecc. e avviene un processo di separazione chiamato DUALITÀ.
La DUALITÀ è il processo di separazione tra noi e il mondo esterno. Nella dualità il mondo diventa qualcosa di separato e pericoloso dal quale bisogna difendersi e da questa separazione nascono tutti i nostri conflitti e la nostra infelicità.
Noi non siamo il nostro IO, non siamo il CORPO e non siamo la MENTE.
Noi siamo il SÉ (la nostra anima) che è DIO dentro di noi.
Quando avviene il “RISVEGLIO” l’uomo, ancora in vita, trascende il proprio IO e si ricongiunge al SÉ che è la sua vera natura divina.
Con il risveglio del SÉ, passiamo dalla DUALITÀ alla NON DUALITÀ, uno stato in cui non ci sono più separazioni e si accede all’amore incondizionato.
Più viviamo nella DUALITÀ dell’IO, più saremo in conflitto con il mondo esterno.
Più entriamo nello STATO NON DUALE del SÉ più sentiremo che l’essere umano non è un’entità separata ma uno strumento attraverso cui si manifesta il progetto divino e questo porta pace interiore e Amore incondizionato.
NB: Quando il SÉ si risveglia, l’IO non svanisce ma semplicemente non ci identifichiamo più con esso. Non è uno stato di apatia ma al contrario è uno stato di profonda unione con tutto, non c’è lotta, controllo, resistenza, solo pace, serenità, comprensione e amore incondizionato verso ogni cosa.
Ma come possiamo muoverci verso il RISVEGLIO e l’AMORE incondizionato?
Il RISVEGLIO è un processo che non possiamo “indurre o forzare” con la volontà dell’IO, però possiamo muoverci in quella direzione, creando giorno dopo giorno una “vita pura e ordinata” attraverso le PRATICHE e il lavoro interiore, seguendo gli insegnamenti dei maestri e mettendoci al servizio della vita.
Chi fa un cammino di ricerca spirituale spesso si sente dire che deve distruggere l’Ego (ossia distruggere l’IO), ma su questo punto dobbiamo fare chiarezza. l’IO fa parte del nostro processo evolutivo e non è qualcosa da condannare o da temere.
Se comprendiamo che l’IO non va combattuto ma semplicemente testimoniato non diventa più un nemico o un ostacolo, e piano piano i problemi si ridimensionano, diminuiscono desideri, aspettative e sentiremo emergere dentro di noi la natura del SÉ.
Dobbiamo però metterci in guardia da un ultimo pericolo, che è l’EGO SPIRITUALE, una delle più astute maschere dell’IO quando lascia andare le cose terrene per accumulare “cose” nel mondo dello spirito. Per questo fa corsi, seminari e pratiche che non sono rivolte all’interno ma servono solo ad alimentare la propria identità.
L’EGO SPIRITUALE è subdolo perché è meno visibile e quindi più difficile da smascherare rispetto all’IO legato alle cose terrene. Tutti noi che siamo in un cammino di ricerca interiore siamo caduti almeno una volta nell’EGO SPIRITUALE. Anche in questo caso però non dobbiamo giudicare noi stessi né tantomeno gli altri.
Chi cade nell’EGO SPIRITUALE è solo una persona che cerca rifugio dal proprio disagio e dalla propria sofferenza e in fondo, siamo tutti così.
La sofferenza è la prima spinta a farci fare un percorso interiore, è normale quindi che per cercare di guarire le nostre ferite ci aggrappiamo a qualcosa che sembra darci sollievo, un insegnamento, una pratica, un maestro, ecc. Così il nostro IO pensa di essere arrivato, di aver trovato la chiave e dice: “finalmente ho capito” e per un po’ sta veramente meglio, si sente felice, appagato e si costruisce una nuova identità che è comunque finta e superficiale.
Ma prima o poi, se non siamo nella vera strada del Sé, anche questa illusione cadrà e dovremo fare i conti con tutte quelle parti di noi che si sono aggrappate all’Ego spirituale (le nostre ferite, le paure, i bisogni, ecc.) e più saremo attaccati al nuovo IO, più la separazione potrà essere traumatica e dolorosa.
Per capire se anche noi siamo preda dell’EGO SPIRITUALE o se invece siamo nella “strada giusta”, possiamo farci delle domande specifiche che ci aiutano a valutare il nostro “grado di RISVEGLIO”, ecco alcuni esempi:
- Quanto siamo in grado di amare incondizionatamente?
- Quanto si espande il nostro amore? Alla coppia? Alla famiglia? Al mio paese? o raggiunge tutti gli esseri viventi di questo pianeta?
- Che tipo di emozioni proviamo nella vita? Sentiamo spesso emozioni come paura, rabbia o invidia?
- Quanto giudico il mondo e le persone?
- Quanto sono attaccato all’idea di giusto o sbagliato?
- Diamo ancora la colpa della nostra infelicità ai nostri genitori? …al partner? …alla società?
- Quanto ho fiducia che tutto ciò che avviene è la cosa giusta per me?
- Riesco a stare nell’accettazione di ciò che mi accade?
- Per quanta parte del giorno siamo presenti a ciò che stiamo facendo?
- Quanto tempo siamo in balia di pensieri inutili e ripetitivi?
Spesso la parola “spirituale” ha creato divisioni e fraintendimenti ma un’autentica ricerca interiore mostra sempre le illusioni dell’IO. L’unica vera spiritualità è la totale accettazione di ciò che sta accadendo dentro di noi in questo momento.
Non illudiamoci di sapere qualcosa del mondo dello spirito perché l’IO non sa niente e noi possiamo solo essere quel niente. Continuiamo quindi a fare le nostre partiche con umiltà e senza aspettative, seguendo i maestri e servendo la vita ogni giorno, questa è l’unica vera via spirituale.
La fede, la fiducia nel processo divino si riceve in dono, se c’è da parte nostra un lavoro interiore e un atteggiamento di apertura. Man mano che il nostro Sé si risveglia saremo sempre più in grado di vedere l’oscurità del mondo senza identificarci in essa e averne paura.
Ricordiamoci che la tenebra non è una forza contraria alla luce ma un’energia che si manifesta esclusivamente in assenza di luce. La tenebra è in realtà solo assenza di luce. Non si può infatti invadere la luce con le tenebre.
Il processo planetario di risveglio che stiamo vivendo fa sì che molte persone possano ascoltare questi concetti senza considerarli folli. Anche l’accesso alla comprensione di Dio e alle leggi dell’esistenza è molto più veloce di prima. Allo stesso tempo, l’innalzamento improvviso della vibrazione planetaria crea maggiore tensione, nervosismo, sintomi e patologie legate alla nostra resistenza al cambiamento.
Per essere in grado di ricevere tutta la luce che sta arrivando è necessario PURIFICARSI e lavorare su noi stessi. Continuate con il vostro lavoro interiore e siate parte attiva di questo cambiamento, senza farvi travolgere dal suo processo.
Create un vostro RITUALE GIORNALIERO semplice, che potete seguire quotidianamente.
Scegliete le PRATICHE di purificazione più adatte a voi e scrivete in un foglio quando fare i momenti di meditazione, le pratiche di presenza, le pratiche sul corpo, sul respiro, ecc. Ci vorrà tempo e dovrete fare alcune prove, ma alla fine troverete il rituale giusto per voi.
Attenzione, le pratiche quotidiane devono essere semplici, non devono essere troppe e non dovete seguirle con troppa rigidità, cercate invece di divertirvi e rilassarvi. Un giorno non avrete più bisogno di nessuna lista o scheda e le pratiche fluiranno spontaneamente e senza sforzo.
Ricordate che se vi doveste trovare in un momento particolarmente difficile potete farvi aiutare da terapeuti esterni e che ogni caduta è anche un insegnamento.
Fate in modo che le giornate siano sempre più al servizio del vostro risveglio e ricordate a voi stessi qual è il vero scopo della vita.
Mantenendo una certa costanza nelle pratiche, sentirete aumentare gradualmente uno stato di serenità interiore. A questo punto, potete concentrate la vostra attenzione sui messaggi dei MAESTRI spirituali.
I MAESTRI spirituali sono coloro che in vita hanno trasceso il proprio IO, risvegliando la loro natura Divina (il SÉ).
Le parole di queste anime risvegliate ci guidano verso la vera felicità e la pace dell’anima e ad un certo livello del nostro percorso evolutivo, i loro messaggi diventano fondamentali per il nostro risveglio. I maestri che personalmente seguo sono:
Ramana Maharshi
Nisargadatta
Yogananda
Osho
Krishnamurti
Eckart tolle
BUDDHA
GESÙ
Ognuno di voi potrà trovare i propri maestri, quelli con cui risuona di più e cominciare ad ascoltarli o leggerli, un po’ ogni giorno. Questo è il livello più alto del lavoro interiore, assieme alle pratiche di presenza e alla meditazione.
Se desideri approfondire gli insegnamenti dei MAESTRI clicca sul pulsante.
Siamo arrivati alla fine di questo percorso e sono grato di aver condiviso con voi ciò che ho ricevuto nella vita, In questi 7 PASSI abbiamo visto diversi strumenti utili per la nostra evoluzione e ora possiamo metterli in pratica giorno per giorno.
Ricordate che per quanto un metodo sia curato nei minimi particolari, esso non potrà che essere limitato perché è fatto dall’IO e per forza di cose imperfetto.
L’uomo può accedere alla verità soltanto in uno stato di coscienza “non ordinario” altamente spirituale, ossia uno stato di risveglio del SÈ. Finché siamo identificati nell’IO, tutti i metodi e le tecniche saranno imperfetti, ma una voce interiore vi aiuterà a scegliere la strada giusta per voi.
Se avete un compagno o una compagna, è importante seguire il vostro cammino di risveglio nella libertà, nella condivisione e nel rispetto reciproco. Vedrete che ogni evoluzione personale porterà benefici e cambiamenti anche nella relazione.
Io resto a disposizione per accompagnare chi lo desidera, nel proprio percorso evolutivo, condividendo questi insegnamenti in tutte le mie attività.
Grazie per camminare insieme.
Cristiano
La guida ai 7 PASSI EVOLUTIVI raccoglie gli insegnamenti che ho ricevuto nella mia vita di ricerca e che ora voglio condividere con chi lo desidera.
Se hai bisogno di supporto contattami per una consulenza.
Se stai già facendo il percorso di REBIRTHING EVOLUTIVO, per qualsiasi domanda scrivimi o mandami un vocale su WhatsApp e ti risponderò personalmente.

